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Percorso : HOME > Iconografia > PittoriPITTORI ED ARTISTI DI TEMATICHE AGOSTINIANE
Sant'Agostino: opera di Botticelli in Ognissanti a Firenze
PITTORI
In questa sezione viene proposto un censimento delle opere che hanno raffigurato Agostino dal VII secolo fino ai nostri giorni ordinate per autori, luoghi, epoca di realizzazione e temi trattati.
L'iconografia agostiniana è veramente straordinaria per ampiezza di temi trattati e per la vastità delle opere d'arte prodotte in sette secoli (XIV - XX sec.) di committenza dell'Ordine monastico che si riconduce a questo eccezionale Dottore della Chiesa e pastore unico per la sua straordinaria e ricca fede: l'elenco dei soggetti trattati è veramente lungo. Agostino è stato definito in vari modi nelle diverse epoche storiche: lo scopriamo Malleus hereticorum, per la sua continua attività dedita al trionfo della ortodossia, lo scopriamo Dottore della Chiesa cattolica e filosofo di spicco della cristianità: a lui si devono ben 113 opere, 224 epistole, 500 sermoni, raccolti in 15 volumi della Patristica del Migne, ed in circa trentamila pagine, nella edizione curata da padre Trapé per la cattedra agostiniana di Roma.
Fu considerato anche un santo che, come ha rimarcato il sommo pontefice Giovanni Paolo II nella sua Lettera Apostolica Augustinum Hipponensem del 28 agosto 1986, "un anno dopo la sua morte fu annoverato dal mio lontano predecessore papa Celestino I tra i maestri migliori della Chiesa, ha continuato ad essere presente nella vita della Chiesa e nella mente e nella cultura di tutto l'Occidente." Fu rappresentato anche come uomo alle prese con i problemi e i dubbi della vita (Le sue Confessioni furono una miniera inesauribile per gli artisti) o come il grande taumaturgo capace di produrre miracoli, guarigioni, intercessioni. Invocato da molti, fu soprattutto il grande Padre dell'Ordine agostiniano, che non mancò mai di glorificarlo, di farne conoscere la vita e le opere, di rivendicare per sé la straordinaria poliedricità e statura filosofica e morale del santo vescovo di Ippona. La presente ricostruzione iconografica non ha la pretesa di essere completa, ma vuole piuttosto costituire uno stimolante invito ad approfondire l'iconografia del santo, dopo le valide ricerche di George Kaftal, di Fabio Bisogni, di Pierre Courcelle, di Jeanne Courcelle Ladmirant e numerosi altri studiosi.
Assorto, ispirato, generalmente severo nelle figurazioni trecentesche e del primo Quattrocento, nel fluire del tempo Agostino appare più raccolto, più vicino alla nostra condizione umana. Trittici, polittici, pale d'altare, tele, pannelli, scomparti di predelle, affreschi, miniature, disegni, incisioni - dopo la prima effigie nella (VI secolo) - ne affidano innumerevoli immagini, come vescovo di mezza età o molto anziano, con o senza barba, con un piviale dai colori più vari, di frequente arabescato e fermato sul petto da una borchia d'oro, mitria e guanti, con o senza pastorale, stola riccamente decorata, con una croce, un libro chiuso o aperto, in cui si evidenziano passi dei suoi scritti, in piedi o seduto, in atteggiamento benedicente. A volte viene rappresentato come semplice frate, in saio nero con la caratteristica cintura di cuoio, e, come Dottore della Chiesa, in cattedre elaborate, intento a scrivere o a meditare su codici ponderosi tra cartigli, rotoli, da solo, o accanto a san Giovanni Evangelista, o insieme agli altri Dottori e Padri della Chiesa.
Pastore, mistico, asceta, lo notiamo con un modello di chiesa in mano, più spesso con un cuore fiammeggiante, simbolo della sua viva religiosità e del suo amore per Dio e per il prossimo. Seduto nel chiuso di una spoglia stanza, avendo celebrato l'umiltà come virtù cristiana di maggior spicco, radice di tutte le altre, viene delineato mentre tre raggi o frecce penetrano nel suo cuore sanguinante, per ricordare il passo delle sue Confessioni: "Folgorato al cuore da te mediante la tua parola ti amai da solo" o nell'istante in cui gli appare la Santissima Trinità, la Vergine con il divino Bambino, san Girolamo e san Giovanni Battista. Di indubbia rilevanza è la raffigurazione dell'incontro, lungo una spiaggia, con il piccolo Gesù che, intento a raccogliere l'acqua del mare in una buca, gli fa presente come sia impossibile comprendere il mistero della Trinità. Alcune creazioni sono ispirate dalla Vita Augustini di Possidio, suo discepolo, altre da passi delle sue opere, altre ancora, specialmente quelle leggendarie dalla medioevale Legenda Aurea di Jacopo da Varagine.
La vena creativa degli artisti non ha conosciuto tregua: dal 1300 a tutt'oggi ricchissimo e prolifico è il panorama dell'iconografia agostiniana che ha vissuto nuove ed entusiasmanti risultati nel XX secolo con la celebrazione dei Centenari agostiniani nel 1930, 1954, 1986.