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PITTORI: Defendente Ferrari

Sant'Agostino e Nicola da Tolentino ai piedi della Vergine incoronata con il Bambino e devoti oranti

Sant'Agostino e Nicola da Tolentino ai piedi della Vergine incoronata con il Bambino

e alcuni devoti oranti

 

 

DEFENDENTE FERRARI

1519

CiriŔ, Duomo di san Giovanni Battista

 

Sant'Agostino e Nicola da Tolentino ai piedi della Vergine incoronata con il Bambino e devoti oranti

 

 

 

La tavola dipinta a tempera su legno delle dimensioni 256x185 cm si trova nella chiesa di san Giovanni a CiriŔ. In origine si trovava sull'altare Provana di Leyný della chiesa agostiniana di santa Maria delle grazie a CiriŔ. L'opera presenta un paio di iscrizioni: "PRE/CEP/TA/ PAT/RIS/  MEI/ SERV/AVI" che si legge sul libro aperto di san Nicola e "ORA PRO POPVLO/ 1519" che osserva sotto i piedi della Vergine.

La tavola costituisce un momento importante nel percorso artistico di Defendente Ferrari e si colloca in continuitÓ con un'altra grandiosa pala d'altare che il pittore aveva portato a termine sempre a CiriŔ nel 1516 nella chiesa della Confraternita del Sudario. La tavola di san Giovanni in effetti ne riprende la impegnativa inquadratura architettonica cosý come il tentativo di espandere in forme classiche l'intera composizione.

Questa tavola Ŕ conosciuta anche come la Madonna del Popolo per la straordinaria struttura compositiva che esprime una forte coralitÓ religiosa dove l'intero popolo e i santi celebrano la grandezza di Maria che viene incoronata da Iddio Padre. Ai lati del suo trono troviamo Agostino in vesti episcopali mentre sta leggendo un libro aperto e san Nicola da Tolentino.

Il convento del CiriŔ dedicato Madonna delle Grazie fu fondato nel 1488 dal nobile Gaspard de Provana. Quest'ultima, potente famiglia dell'epoca, era oriunda di Carignano e, a partire dalla fine del Quattrocento, espanse il proprio potere sulla regione, acquisendo dal Duca di Savoia, grazie soprattutto ai crediti che vantava verso di lui per i prestiti fatti nel secolo precedente, numerosi diritti feudali del ducato e anche su paesi del Torinese e Valli di Lanzo. La famiglia non tralasci˛ di acquisire potere anche nel mondo ecclesiastico, come ad esempio acquistando il "patronato", con il diritto di eleggere i parroci, sulle chiese di Leiný, Caselle (insieme alla famiglia Marchisio) e Vigone.

 

Defendente Ferrari

Nativo di Chivasso, fu un pittore attivo tra il 1511 e il 1535. Nato verso il 1480-1485 lavor˛ soprattutto nel Piemonte occidentale. Si form˛ nella bottega di Giovanni Martino Spanzotti dopo il suo arrivo a Chivasso nel 1502. Le sue prime opere (Polittico Calzolai e Battesimo nel Duomo di Torino) nascono da una qualche forma di collaborazione con il suo maestro, tanto che, sui contributi dei due pittori, Ŕ sorta una disputa interpretativa ancora non completamente risolta. Dallo Spanzotti sicuramente accoglie elementi lombardo-foppeschi, ma, allo stesso tempo, non Ŕ insensibile all'arte francese. In altre opere come il Trittico della Sacra di San Michele del 1507 o nella NativitÓ di Avigliana del 1511 Defendente Ferrari mostra giÓ un proprio stile che reinterpreta il gusto goticheggiante che sopravvive ancora con successo in Piemonte. Defendente Ŕ ricordato nel 1530 in un documento relativo alla allogazione del polittico di S. Antonio di Ranverso.

Defendente conobbe un notevole successo come pittore di polittici e di pale sacre, grazie al suo stile, ricco di preziosismi decorativi e di colori smaltati, che godevano del favore e del gusto di una larga committenza ecclesiastica piemontese.

Testimonianze importanti della sua attivitÓ di pittore si trovano nei musei piemontesi a Torino (Polittici di sant'Ivo e di santa Barbara alla Galleria sabauda), a Vercelli (Polittico di BianzŔ al Museo Borgogna) e ancora a Torino (San Gerolamo penitente nel Museo Civico d'Arte Antica). Sportelli di polittici smembrati sono presenti in numerosi musei italiani, europei e statunitensi. Vanno menzionate anche le due tavole raffiguranti la Madonna col Bambino e Santi conservate nella sacrestia del Duomo di Ivrea.

Defendente morý a Torino nel 1540.