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PITTORI: Rosso Fiorentino

Madonna con Bambino in trono con dieci santi del 1522 a Firenze, Galleria Palatina a Palazzo Pitti

Madonna con Bambino in trono con dieci santi

 

 

ROSSO FIORENTINO

1522

Firenze, Palazzo Pitti, Galleria Palatina

 

Madonna con Bambino in trono con dieci santi

 

 

 

La tavola di notevoli dimensioni (350 x 259 cm) Ŕ un olio su legno ed Ŕ conservato a Firenze a palazzo Pitti. Rosso Fiorentino, il soprannome di Giovan Battista di Jacopo lo dipinse nel 1522: il tema Ŕ la Madonna in trono attorniata da un nugolo di santi, una decina, fra cui anche sant'Agostino (sulla destra) vestito da vescovo. Il pittore fu allievo di Andrea del Sarto e fu, sotto molti punti di vista, un ribelle alle costrizioni classiciste ormai in crisi. Partendo dalle costruzioni equilibrate del suo maestro, ne forza le forme esprimendo un mondo inquieto e tormentato. Tra i primi lavori noti, collabor˛ agli apparati decorativi per la visita di Leone X in cittÓ nel 1515.

La sua arte Ŕ una forma di protesta verso l'idealizzazione canonica della figura umana del Rinascimento, di rottura, forse inconscia, verso un'arte pi¨ bizzarra, che non teme di essere a volte crudele e deformante. Accolto da Francesco I di Francia, lavor˛ con altri pittori italiani, come Francesco Primaticcio, nella reggia di Fontainebleau il Padiglione di Pomona, tra il 1532 e il 1535. Il re gli diede lo status di canonico della Sainte Chapelle e lo cre˛ pittore di corte per il resto della sua vita.

 

La devozione per la Vergine fu un carattere specifico dell'ordine agostiniano. GiÓ Agostino, nei suoi scritti, esalt˛ le virt¨, affermando inseparabile la sua azione da quella di Cristo e proponendola come modello per tutti i credenti. Agostino si fece veicolo di precisi contenuti dottrinari che ebbero lo scopo di confutare le tesi eterodosse diffuse a quei tempi. Agostino ribadý ripetutamente e con chiarezza i concetti della maternitÓ fisica e insieme divina di Maria nonchÚ la sua verginitÓ, che ne fanno il simbolo della Chiesa, nello spirito vergine, per integritÓ e pietÓ, e madre nella caritÓ.

Nella Madonna, Agostino vede sintetizzate meravigliosamente la perfezione della Grazia di Dio e della libertÓ umana. Su questo punto ci possono essere degli equivoci e pensare che l'influsso della Grazia di Dio possa diminuire la libertÓ dell'uomo. In veritÓ, come Agostino ha cercato di far capire, si tratta di due realtÓ che si richiamano a vicenda: pi¨ la libertÓ umana Ŕ corroborata dalla Grazia di Dio e pi¨ Ŕ libera dalle forze che la indeboliscono e le impediscono di scegliere il bene, pi¨ la Grazia di Dio invade un'anima e pi¨ le sue facoltÓ si dispiegano in tutta la loro potenza. Nella Madonna, allora, tutto Ŕ Grazia, tutto Ŕ dono che viene da Dio: questo ci spiega la grandezza della Vergine Maria. Nella Madonna, per˛, tutto Ŕ allo stesso tempo frutto del suo libero consenso al progetto di Dio: questo ci dÓ ragione della santitÓ eccelsa della Vergine Maria.

La santitÓ di Maria esclude che si possa persino immaginare il peccato parlando di Lei. ╚ l'unica creatura che non conosce peccato: "Eccettuata la Santa Vergine - scrive sant'Agostino in uno dei suoi capolavori, intitolato La natura e la Grazia - della quale, per l'onore del Signore, non voglio assolutamente che si faccia questione quando si parla di peccato, poichÚ come possiamo sapere quale maggiore abbondanza di grazia le sia stata conferita per vincere da ogni parte il peccato, mentre merit˛ di concepire e partorire colui che Ŕ ben certo di non avere alcun peccato?".

Tra le virt¨ mariane che Agostino ama mettere in evidenza, c'Ŕ senz'altro la fede. Durante il periodo dell'Avvento, pochi giorni prima di Natale, siamo invitati a contemplare il Mistero del concepimento del Figlio di Dio nel grembo purissimo di Maria. La liturgia ci propone un'omelia di Agostino in cui si trova questo bellissimo elogio della fede della Madonna: "Ascolt˛ la Parola di Dio e la custodý: custodý pi¨ nella mente la VeritÓ che nel grembo la carne. Cristo Ŕ veritÓ, Cristo Ŕ carne: Cristo-VeritÓ nell'anima di Maria, Cristo-carne nel grembo di Maria". Proprio per questa sua capacitÓ di ascoltare e custodire con devozione la Parola di Dio e poi di metterla in pratica con amorosa sollecitudine, la Madonna Ŕ un modello per i fedeli che, pur consapevoli dei privilegi che solo a Lei furono concessi, devono sforzarsi di imitarla. In fondo, la vita cristiana altro non Ŕ che cercare di compiere la volontÓ di Dio mossi dalla fede. I fedeli possono alzare lo sguardo e contemplare nella Madonna l'esempio pi¨ bello da seguire.

 

Per la sua fede ella diviene la Madre del Salvatore: "Beatior est Maria percipiendo fidem Christi quam concipiendo carnem Christi - Maria Ŕ pi¨ felice nel ricevere la fede di Cristo che nel concepire la carne di Cristo."

AGOSTINO, De sancta virginitate, 3, 3