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PITTORI: Pier Francesco Sacchi

I quattro Dottori della Chiesa di Pier Francesco Sacchi al Louvre

I quattro Dottori della Chiesa

 

 

PIER FRANCESCO SACCHI

1516

Parigi, Museo del Louvre (entrato 1813 INV. 59)

 

Agostino e i Dottori della Chiesa

 

 

 

Pier Francesco Sacchi detto il Pavese (Pavia, 1485 - Genova, 1528) è un pittore che nasce a Pavia nel 1485 (anche se la data esatta è incerta) e cresce all'ombra della straordinaria scuola pittorica lombarda del Quattrocento. Sacchi conclude la sua parabola artistica nel 1528 quando muore ad Albaro in provincia di Genova. Fu attivo a Genova, dove fece parte della locale scuola pittorica. Autore nel 1512 un quadro raffigurante San Giovanni Battista per l'Oratorio di Santa Maria in Genova, dipinse anche una pala d'altare per la Commenda di Pré raffigurante i Dottori della Chiesa. In questa tela (1,96 m. x 1,68 m.), portata a termine nel 1516 (firmato PETRI FRANCISCI / SACHI DE PAPIA / OPUS 1516), il pittore lombardo riesce a dare una splendida raffigurazione dei quattro dottori della chiesa.

Si tratta del pannello centrale di una tavola ordinata da Gerolamo Brasco Salvago per la chiesa di S. Giovanni di Pré a Genova. Agostino è stato dipinto a sinistra, indossa uno splendido abito vescovile, sovrapposto alla nera cocolla dei monaci agostiniani: con le mani indica un libro aperto, mentre ai suoi piedi si erge un'aquila. Al suo fianco c'è Gregorio (un bue ai suoi piedi), quindi Gerolamo (un angelo) e Ambrogio (un leone alato). Il quadro era sormontato da una lunetta che raffigurava la Pietà con quattro scene relative alla vita dei dottori della Chiesa, la cui localizzazione è ignota.

 

Altre opere di Sacchi sono esposte alla National Gallery di Londra (San Paolo mentre scrive) e a Palazzo Bianco di Genova. La quadreria dell'Albergo dei Poveri conservava un suo polittico poi trasferito presso il Museo Diocesano del capoluogo ligure.

 

Il santo viene frequentemente raffigurato nelle sue vesti di vescovo e di Dottore della Chiesa. Spesso Agostino è associato ad altri santi e soprattutto agli altri tre Dottori Gerolamo, Ambrogio e San Gregorio Magno. Con questi ultimi fu praticamente raffigurato in tutte le chiese cristiane d'Occidente sui piloni o sulle volte del presbiterio e della navata centrale. Appare vestito sia da vescovo che da monaco che da canonico; talvolta ha una chiesa in mano, altre volte un libro, una penna o un cuore. Il significato di questo tema iconografico è chiarissimo: Agostino è stato uno dei vescovi che ha maggiormente difeso la Chiesa in tutti i suoi scritti e soprattutto con tutta la sua anima e il suo cuore.

 

 

8. 1. Ma il beato Valerio, ormai vecchio, che più degli altri esultava e rendeva grazie a Dio per avergli concesso quello speciale beneficio, considerando quale sia l'animo umano, cominciò a temere che Agostino fosse richiesto come vescovo da qualche altra chiesa rimasta priva di pastore, e così gli fosse tolto. E ciò sarebbe già accaduto, se il vescovo, che era venuto a sapere la cosa, non lo avesse fatto trasferire in un luogo nascosto, sì che quelli che lo cercavano non riuscirono a trovarlo.

8. 2. Il santo vecchio, vieppiù timoroso e ben consapevole di essere ormai molto indebolito per le condizioni del corpo e per l'età, scrisse in modo riservato al primate di Africa, il vescovo di Cartagine: faceva presente la debolezza del corpo e il peso degli anni e chiedeva che Agostino fosse ordinato vescovo della chiesa d'Ippona, sì da essere non tanto suo successore sulla cattedra bensì vescovo insieme con lui. Di risposta ottenne ciò che desiderava e chiedeva insistentemente.

8. 3. Qualche tempo dopo, essendo venuto Megalio, vescovo di Calama e allora primate della Numidia, per visitare dietro sua richiesta la chiesa d'Ippona, Valerio, senza che alcuno se l'aspettasse, presenta la sua intenzione ai vescovi che allora si trovavano lì per caso, a tutto il clero d'Ippona ed a tutto il popolo. Tutti si rallegrarono per quanto avevano udito e a gran voce e col massimo entusiasmo chiesero che la cosa fosse messa subito in atto: invece il prete Agostino rifiutava di ricevere l'episcopato contro il costume della chiesa, mentre era ancora vivo il suo vescovo.

8. 4. Allora tutti si dettero a persuaderlo, dicendo che quel modo di procedere era d'uso comune e richiamando esempi di chiese africane e d'oltremare a lui che di tutto ciò era all'oscuro: infine, pressato e costretto, Agostino acconsentì e ricevette l'ordinazione alla dignità maggiore.

8. 5. Successivamente egli affermò a voce e scrisse che non avrebbe dovuto essere ordinato mentre era vivo il suo vescovo, perché questo era vietato dalla deliberazione di un concilio ecumenico, che egli aveva appreso soltanto dopo essere stato ordinato: perciò non volle che fosse fatto ad altri ciò che si doleva essere stato fatto a lui.

8. 6. Di conseguenza si adoperò perché da concili episcopali fosse deliberato che coloro che ordinavano dovevano far conoscere a coloro che dovevano essere ordinati o anche erano stati ordinati tutte le deliberazioni episcopali: e così fu fatto.

POSSIDIO, Vita di Agostino, 8, 1-6