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PITTORI: Nieto Rafael

Agostino e sua madre Monica

Agostino e sua madre Monica

 

 

NIETO RAFAEL

2010

Salamanca, Residenza S. Tommaso da Villanova, Cappella

 

Agostino e sua madre Monica

 

 

 

La nuova cappella della residenza degli agostiniani recolletti di san Tommaso da Villanova a Salamanca si Ŕ arricchita nel 2010 di sei vetrate disegnate dall'artista agostiniano Rafael Nieto. Il suo nuovo lavoro si aggiunge a quelli giÓ realizzati per raffigurare santi Agostiniani Recolletti nel 2000 per il convento di Marcilla in Navarra e nel 2004 per la cappella di San Tommaso nella residenza del Provinciale a Madrid.

Nel 2010 Padre Rafael Nieto ha ricevuto l'incarico di progettare e realizzare le vetrate delle finestre per la nuova cappella dell'Ospizio di San Tommaso da Villanova nel College a Salamanca.

L'opera completa si compone di una serie di tre finestre, con due ante ciascuna. L'artista di comune accordo con la comunitÓ religiosa, ha deciso di rappresentare in una finestra la Madonna della Consolazione e San Giuseppe, in un'altra sant'Agostino e santa Monica, e, infine, nella terza, san Ezechiele e santa Rita. Nella parte superiore delle finestre l'autore ha disegnato tre motivi per il Triduo Pasquale. La iconografia di ciascuna immagine segue i canoni tradizionali: La Vergine della Consolazione mostra in braccio il bambino Ges¨ che offre, a sua volta, la cintura nera dell'Ordine agostiniano. San Giuseppe guarda tenendo in mano il bastone e un mazzo di gigli, simbolo di purezza e castitÓ. Sant'Agostino, con la mitra in testa e il bastone pastorale ricorda la sua dignitÓ episcopale. Inoltre porta nella mano destra un libro e il cuore ardente trafitto da un dardo. Ai suoi piedi troviamo un'aquila, che Ŕ il simbolo giovanneo. Sua madre Monica Ŕ rappresentato con le lacrime agli occhi che sta asciugando con un panno. L'episodio celebra e ricorda il dramma di una madre che pianse e preg˛ molto per il figlio affinchÚ si convertisse. La terza vetrata raffigura san Ezechiele Moreno con la croce pettorale del vescovo e una barca di canne che ricorda i suoi giorni come missionario nelle Filippine.

╚ accompagnato da santa Rita da Cascia, vestita con l'abito agostiniano e con una spina sulla fronte circondata da rose. L'artigiano che ha realizzato il progetto di Rafel Nieto utilizzando il vetro Ŕ stato Barrio Santiago.

 

Educata dunque alla discrezione e alla sobrietÓ, e da te sottomessa ai genitori piuttosto che dai genitori a te, quando compý l'etÓ da marito fu consegnata a un uomo che servý come un padrone: e fece di tutto per guadagnarlo a te, parlandogli di te con quel suo modo d'essere di cui tu la facevi bella e pur nel suo contegno amabile e ammirevole per il marito. Quanto poi agli oltraggi da lui inflitti al letto coniugale, fu cosý tollerante che non ebbe mai alcun diverbio con lui a questo proposito. Aspettava che su di lui scendesse la tua misericordia, e con la fede gli desse un po' di castitÓ. Lui era del resto capace di forti attaccamenti come facile all'ira. Ma lei riusciva a non opporre resistenza, neppure verbale - per non parlare delle azioni - al marito mentre era in collera.

Quando per˛ l'ira era sbollita e lo vedeva tranquillo, coglieva il momento adatto per rendergli conto delle proprie azioni, nel caso che la sua furia fosse stata senza motivo. C'erano molte sue amiche che avevano mariti meno violenti, eppure portavano in faccia i segni delle percosse, a volta erano addirittura sfigurate: durante le loro conversazioni si lamentavano del modo di vivere dei mariti. Ma lei, quasi prendendole benevolmente in giro disapprovava il loro linguaggio - e in questo c'era qualcosa di serio: dal momento in cui, diceva, si erano sentite leggere solennemente il contratto matrimoniale, dovevano considerarsi schiave in forza di quel documento. Ricordassero dunque la loro condizione: non era proprio il caso di alzare troppo la testa di fronte ai loro padroni. Quelle restavano ammirate, sapendo che marito irascibile doveva sopportare: non s'era mai sentito dire, anzi non c'era il minimo indizio, che Patrizio battesse la moglie o che ci fosse stata anche una sola lite coniugale fra loro. E quando le chiedevano, in confidenza, come fosse possibile lei recitava la regola che ho ricordato. Quelle che riuscivano a osservarla poi la ringraziavano dei risultati ottenuti, e quelle che non ci riuscivano continuavano a subire vessazioni.

AGOSTINO, Confessioni 9, 9, 19