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PITTORI: Fécamp August Martin

La scena del Tolle lege

La scena del Tolle lege

 

 

FECAMP AUGUSTE MARTIN

1954

Le Havre, chiesa di san Vincenzo de' Paoli

 

Tolle lege

 

 

 

La bottega di Fécamp August Martin ha realizzato questa vetrata che raffigura in chiave moderna Agostino, il celebre dottore della Chiesa, che regge con la mano sinistra un libro, su cui sta scrivendo e dove si trova vergato il famoso detto: "Tolle, Lege" cioè prendi e leggi, che incontriamo nelle Confessioni.

L'episodio descritto ricorda la drammatica ultima fase che coincide con la conversione di Agostino nel giardino della sua casa a Milano nella primavera dell'anno 386.

La rappresentazione che ha immaginato l'autore è piuttosto moderna, tutta incentrata sulla figura raccolta di Agostino, che si muove in un turbinio di colori e di luci che attirano lo sguardo del fedele al volto e alle mani del santo.

Il viso di Agostino esprime un uomo ormai maturo, con una folta barba e uno sguardo accigliato e pensieroso.

 

Così parlavo e piangevo nell'amarezza sconfinata del mio cuore affranto. A un tratto dalla casa vicina mi giunge una voce, come di fanciullo o fanciulla, non so, che diceva cantando e ripetendo più volte: «Prendi e leggi, prendi e leggi». Mutai d'aspetto all'istante e cominciai a riflettere con la massima cura se fosse una cantilena usata in qualche gioco di ragazzi, ma non ricordavo affatto di averla udita da nessuna parte ... Tornai al luogo dove stava seduto Alipio e dove avevo lasciato il libro dell'Apostolo all'atto di alzarmi.

Lo afferrai, lo aprii e lessi tacito il primo versetto su cui mi caddero gli occhi. Diceva: « Non nelle crapule e nelle ebbrezze, non negli amplessi e nelle impudicizie, non nelle contese e nelle invidie, ma rivestitevi del Signore Gesù Cristo e non assecondate la carne nelle sue concupiscenze ... » Non volli leggere oltre né mi occorreva. Appena terminata infatti la lettura di questa frase, una luce, quasi, di certezza penetrò nel mio cuore e tutte le tenebre del dubbio si dissiparono.

AGOSTINO, Confessioni 8, 12, 29

 

La vetrata si trova nella chiesa di san Vincenzo de Paoli a Le Havre in un quartiere, che nel 1848 era ancora fuori dalle fortificazioni della città. Questa zona, dove si affollavano famiglie di lavoratori con circa seimila persone, non godeva di una buona reputazione. In quell'anno, all'età di 42 anni, padre Beaupel fu inviato dal suo vescovo a fondarvi una parrocchia e a edificare una chiesa.

Architetto progettista fu il canonico Charles Robert (1804-1885), molto attivo nella seconda metà del XIX secolo nella costruzione di chiese nella Senna Marittima. La navata fu benedetta a fine 1849. Lo stile amalgamava stile romanico per i prospetti e stile gotico per la copertura con volta a costoloni. I lavori proseguirono con l'edificazione del transetto e del campanile, su cui la cui croce fu posta nel dicembre 1856. Il coro fu benedetto da Mons. de Bonnechose nel novembre 1860. Dopo undici anni la costruzione di questa grande chiesa in mattoni poteva dirsi conclusa, per una lunghezza di 58 metri e larghezza di 19. La costruzione fu completata nel 1881 con le sagrestie, affiancate sull'abside della chiesa e, nel 1882, dalle due torri della facciata. Una nota, che si legge nella chiesa, ricorda che le vetrate attuali provengono dal laboratorio Fécamp Fécamp August Martin e furono realizzate nel 1954. Le vetrate precedenti probabilmente furono distrutte durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale. Al suo interno non ci sono molte opere d'arte, a parte un bel pulpito per predicare.

 

 

Fécamp August Martin

Autore di vetrate, la sua officina ha realizzato diverse opere, fra cui quelle presenti nella chiesa di san Vincenzo de' Paoli a Le Havre.