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PITTORI: Filocamo Luigi

Sant'Agostino vescovo e Dottore della Chiesa consegna la Regola

Sant'Agostino vescovo consegna la Regola

 

 

FILOCAMO LUIGI

1951

Cascia, Basilica di S. Rita

 

Sant'Agostino vescovo e Dottore della Chiesa consegna la Regola

 

 

 

Agostino non fondò un vero e proprio Ordine religioso, tuttavia già a partire dal 400 circa diede indicazioni circa le norme di vita per i chierici che vivevano in comunità con lui e per le monache del monastero di Ippona, governato per alcuni anni da sua sorella Perpetua. Queste norme sono note come Regola di sant'Agostino in cui si dà molto risalto alla vita contemplativa. Filocamo, in questo suo dipinto richiama le origini agostiniane dell'Ordine che a lui si riconduce, attraverso una serie di simboli che compaiono frequentemente in questo genere iconografico: gli abiti vescovili, un libro aperto che l'incipit della Regola (Ante omnia fratres carissimi diligatur Deus deinde proximus), un mucchietto di libri accatastati, l'aquila dell'apostolo Giovanni (a cui viene abitualmente riferito). In alto la scritta Agostino Vescovo e Dottore rafforza ulteriormente il senso e il significato dell'intera rappresentazione.

L'affresco, opera di Luigi Filocamo, si trova nella fascia del matroneo, e partendo da sinistra raffigura anche numerosi beati e santi agostiniani: Federico da Ratisbona (Germania + 1329) mentre riceve la comunione da un angelo, Giuliana da Cornillòn (Belgio + 1259) mentre attraversa le fiamme con un calice in mano per dimostrare la presenza reale di Cristo nell'Eucarestia, Grazia da Cattaro (Croazia + 1508), Tommaso da Villanova (Spagna + 1555) Nicola da Tolentino (Italia + 1305) Limbania da Cipro (secolo XII), Agostino (Algeria + 430) con ai piedi un'aquila simbolo di grandezza e di elevatezza di pensiero, Veronica da Binasco (Italia + 1497), Giovanni da Sahagùn (Spagna + 1479), Alfonso da Orozco (Spagna + 1591), Santa da Cori (Latina, Italia + 1392), Rita da Cascia (+ 1457), Simone Fidati da Cascia (Italia + 1348) mentre assolve il sacerdote del miracolo eucaristico avvenuto nel 1330, Maria Teresa Fasce da Torriglia (Genova, Italia + 1947).

 

L'episodio della consegna della regola ai frati agostiniani è un elemento diffuso nella iconografia agostiniana già a partire dai codici miniati del XIII secolo e fa seguito alla istituzione dell'Ordine agostiniano nel 1256. La consegna ha un valore altamente simbolico in quanto vuole esprimere la diretta dipendenza degli agostiniani da Agostino. L'Ordine agostiniano sarebbe, secondo questa concezione, il naturale prolungamento dell'esperienza monastica inaugurata da Agostino in Africa.

Alcuni studiosi concordano nell'attribuire a S. Agostino solo la Regula ad servos Dei; in epoca successiva questa Regula fu adattata al femminile e unita alla Lettera 211 che già conteneva indicazioni per le monache di Ippona. La Consensoria monachorum, invece, è stata attribuita ad un anonimo autore dell'ultimo periodo della letteratura visigotica in Galizia e scritta tra il 650 e il 711.

L'Ordo monasterii pur restando nella tradizione della vita agostiniana un documento di riferimento venerando, non è stato più attribuito ad Agostino già dalla critica rinascimentale.

Sulla data di stesura della Regula ad servos Dei ci sono diverse opinioni: una prima teoria indica come data probabile il 391, più o meno in coincidenza con la fondazione del primo monastero d'Ippona, il monastero dei laici; una seconda teoria indica il 400 in coincidenza con il De opere monachorum; una terza sposta la data addirittura fino al 427-428, dopo il De correptione et gratia, in coincidenza con la controversia sulla grazia sorta nel monastero di Adrumeto. La maggioranza degli studiosi, però, pensa sia stata scritta intorno al 400.

 

11. 1. Progredendo intanto l'insegnamento divino, coloro che nel monastero servivano a Dio sotto la guida del santo Agostino e insieme con lui, cominciarono ad essere ordinati preti della chiesa di Ippona.

11. 2. Così di giorno in giorno s'imponeva e diventava più evidente la verità della predicazione della chiesa cattolica, e così anche il modo di vita dei santi servi di Dio, la loro continenza e assoluta povertà: perciò dal monastero che quel grande uomo aveva fondato e fatto prosperare con gran desiderio (varie comunità) cominciarono a chiedere e ricevere vescovi e chierici, sì che allora prima ebbe inizio e poi si affermò la pace e l'unità della chiesa.

11. 3. In fatti circa dieci uomini santi e venerabili, continenti e dotti, che io stesso ho conosciuto, il beato Agostino, richiesto, dette a diverse chiese, alcune anche molto importanti.

11. 4. D'altra parte costoro, che dal loro santo modo di vita venivano a chiese di Dio diffuse in vari luoghi, si dettero ad istituire monasteri, e poiché cresceva lo zelo per l'edificazione della parola di Dio, preparavano a ricevere il sacerdozio fratelli, che furono messi a capo di altre chiese.

11. 5. Pertanto progrediva per mezzo di molti e in molti la dottrina di fede salutare, di speranza e di carità insegnata nella chiesa, non solo in tutte le parti d'Africa ma anche nelle regioni d'oltremare: infatti con la pubblicazione di libri, tradotti anche in greco, grazie a quel solo uomo, con l'aiuto di Dio, tutto il complesso della dottrina cristiana venne a conoscenza di molti.

11. 6. Allora - com'è scritto - il peccatore a veder questo s'adirava, digrignava i denti e si struggeva (Sal. 111, 10); invece i tuoi servi - secondo quanto sta scritto - erano in pace con quelli che odiavano la pace e quando parlavano erano combattuti da quelli senza motivo (Sal. 119, 7).

POSSIDIO, Gesta Augustini 11, 1-6