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PITTORI: Sibella A.

La Madonna della Cintura con Santa Monica e sant'Agostino

La Madonna della Cintura con Monica e Agostino

 

 

SIBELLA A.

1896

Calco, Oratorio della Confraternita dei Cinturati

 

La Madonna della Cintura con Santa Monica e sant'Agostino

 

 

 

L'affresco Ŕ opera di Sibella e si trova nell'Oratorio che fu della Confraternita della Madonna della Cintura di Calco. Ai piedi di una Madonna trionfante con in braccio il Bambino stanno Monica in ginocchio e Agostino in piedi. Entrambi rivolgono lo sguardo verso l'alto. L'ampio panneggio del vestito della Madonna conferisce movimento alla scena che altrimenti sarebbe piuttosto statica. L'affresco copre l'intera volta ed Ŕ di grandi dimensioni. Fu dipinto nel 1896 commissionato dalla Confraternita di derivazione agostiniana presente dal Seicento nel paese brianzolo di Calco.

 

La festa della Madonna della Cintura viene celebrata la prima domenica dopo il 28 agosto, memoria di sant'Agostino. La devozione alla Vergine della Cintura, secondo la tradizione, Ŕ nata dal desiderio di Santa Monica di imitare Maria anche nel modo di vestire: Monica infatti avrebbe chiesto alla Madonna di farle conoscere quale era il Suo abbigliamento durante la Sua vedovanza e, soprattutto, come vestiva dopo l'ascesa al cielo di Ges¨. La Vergine, accontentandola, le apparve coperta da un'ampia veste di stoffa dozzinale, dal taglio semplice e di colore molto scuro, ossia in un abito totalmente dimesso e penitenziale. La veste era stretta in vita da una rozza cintura in pelle che scendeva quasi fino a terra. Maria, slacciatasi la cintura, la porse a Monica raccomandandosi di portarla sempre e le chiese di invitare tutti coloro che desideravano il Suo particolare patrocinio ad indossarla. Fra i primi ci fu sant'Agostino e, poco per volta, la cintura divenne uno dei tratti distintivi dell'ordine degli Agostiniani e di quanti hanno regole di vita che traggono spunto da sant'Agostino. La cintura nel mondo romano ed in questo contesto in particolare, aveva un valore simbolico ed indicava un legame (non a caso giocava un ruolo importante nel matrimonio dell'etÓ classica), in un rapporto certamente di livello impari, di sottomissione che comportava una protezione, espressa da parte della Madonna nella forma del Patrocinio. Nella coroncina da recitarsi ogni giorno da parte dei "cinturati" questo accessorio viene interpretato come l'umanitÓ di Cristo che per amore ha sparso il Suo sangue per le Sue creature. Portare la cintura equivale ad avere di fronte a sÚ il volto del Redentore e deve aiutare a tenere un comportamento aderente al Vangelo, secondo la volontÓ del Signore. Sono frequenti le immagini in cui si ritrae la Vergine, in alto, tra santa Monica e sant'Agostino in atto di donare la propria cintura: la Madonna appare con il Bambino in braccio, elemento che manca nel racconto tradizionale e non indossa affatto un abito scuro ma Ŕ raffigurata quasi sempre con la veste rosa e azzurra: il colore penitenziale rimane solo per la cintura che offre ai fedeli anche perchÚ il nero o il marrone sono due colori capaci di evidenziare il particolare all'interno della composizione pittorica. L'iconografia della Madonna della Cintura Ŕ simile in vari casi a quella della Vergine del Rosario e la stessa Cintura si pu˛ confondere con quello strumento di preghiera: come nel caso della Madonna di Pompei, anche la Vergine della Cintura viene sovente raffigurata fra due santi uno di sesso maschile e l'altro femminile.