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PITTORI: Bassanolus de Coaretiis

Agostino vescovo e Dottore della Chiesa

Agostino vescovo e Dottore della Chiesa

 

 

BASSANOLUS DE COARETIIS

1468-1480

Settimo Milanese, Oratorio di S. Giovanni Battista

 

Agostino vescovo e Dottore della Chiesa

 

 

 

L'immagine costituisce un particolare dell'affresco che copre la cupola dell'abside raffigurante i Dottori della Chiesa. il personaggio raffigurato Ŕ sant'Agostino, facilmente riconoscibile per i suoi attributi iconografici fra cui senz'altro la presenza della tunica nera dei monaci agostiniani. L'opera Ŕ conservata nell'oratorio di S. Giovanni Battista a Settimo Milanese. L'edificio benne edificato nel 1468 da Paolo Mantegazza in stile tardo gotico lombardo e conserva al suo interno interessanti i dipinti che vennero attribuiti alla cerchia di Vincenzo Foppa.

I Mantegazza erano presenti da secoli a Settimo: nel 1459 Galeazzo Mantegazza affermava che in Santa Margherita era sepolta la maggior parte dei suoi antenati, tra i quali forse c'era quel Martino Mantegazza che nel 1382 troviamo rector della chiesa settimese.

L'oratorio di San Giovanni Battista sorge in localitÓ Cascine Olona, lungo la via Novara. Per questo motivo corse il rischiodi essere abbattuto per agevolare il passaggio di un tratto del percorso ferroviario del Gamba de Legn. La struttura esterna Ŕ molto semplice con un piccolo campanile e un rosone sulla porta d'ingresso. Le sue dimensioni sono modeste piuttosto piccolo e compatto. L'interno Ŕ riccamente decorato con magnifici affreschi rinascimentali.

 

I critici e gli storici d'arte, dopo aver proposto l'attribuzione degli affreschi alla scuola di Vincenzo Foppa o del Civerchio o ancora vedervi un collegamento con le Storie di San Giovanni Battista dipinte da Masolino da Panical, con Sant'Ambrogio, che in quello stesso periodo stava studiando il Trittico di Vighignolo, hanno infine proposto di attribuire gli affreschi proprio all'autore delle pitture di San Cristoforo, accentuando cosý la parentela, giÓ architettonica, tra le due chiese. Gli affreschi sarebbero dunque opera di Bassanolus de Coaretiis, un onesto pittore, che pur esprimendo un "colorito che difetta d'ogni trasparenza", e dipingendo i fondali che "riescono monotoni e pesanti", ha lasciato con vivacitÓ un interessante e gradevole ciclo pittorico quattrocentesco.

 

In senso orario nella cupola troviamo per primo sant'Ambrogio, rivestito dei paramenti vescovili e intento a scrivere. Al suo tavolo Ŕ appeso uno strano oggetto, probabilmente uno staffile. Segue poi sant'Agostino con in capo la mitra mentre impugna lo stilo e una penna seduto al proprio scrittoio. Dirimpetto a sant'Ambrogio vediamo san Gerolamo, in abito cardinalizio, traduttore della Bibbia nella versione latina detta Vulgata. Ultimo Ŕ San Gregorio Magno Papa che porta in testa una tiara. E' raffigurato mentre una colomba, la forma che simbolicamente assume lo Spirito Santo, gli sta suggerendo cosa scrivere.