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PITTORI: Battista di Gerio

Sant'Agostino vescovo

Sant'Agostino vescovo

 

 

BATTISTA DI GERIO

1415

Pesaro, Collezione Altomani & Co.

 

Sant'Agostino vescovo

 

 

 

La tavola che raffigura sant'Agostino Ŕ una cuspide di un polittico realizzata con la tecnica della tavola in legno delle dimensioni in altezza di cm 25 e in larghezza di cm 19. Autore del dipinto Ŕ Battista di Gerio, che la port˛ a termine probabilmente nell'ano 1415. Attualmente il dipinto si trova a Pesaro nella Collezione Altomani & Co. In precedenza Ŕ stato segnalato a Roma in una Collezione privata e prima ancora a Firenze nella Collezione C. De Carlo.

Battista di Gerio ha qui raffigurato sant'Agostino nelle sue vesti episcopali con la mitra in testa, il bastone pastorale nella mano sinistra e un libro chiuso nella mano destra. Il viso del santo Ŕ di persona matura, lo sguardo intenso rivolto verso sinistra alla ricerca di fedeli e devoti. La sue guance sono interamente ricoperte da una folta barba nerastra e riccioluta. L'abito che indossa Ŕ semplice, senza troppi ricami: d'un rosso sgargiante che risalta ancor pi¨ per le finiture decorate in oro. Al retro l'abito Ŕ di un blu intenso marino che contrasta efficacemente con il colore in primo piano.

Come sovente accade in questi dipinti, di probabile committenza agostiniana, il santo indossa con bella evidenza la mantellina nera dell'abito dei monaci agostiniani. Questa presenza simbolica sta a significare che gli agostiniani si ritenevano i diretti discendenti dell'esperienza monastica che il santo promosse al suo ritorno in Africa. Gli agostiniani sin dal loro nascere nel 1256 hanno sempre adottato la regola di sant'Agostino, che Ŕ sempre stato considerato il loro vero fondatore.

 

 

 

Battista di Gerio

Nasce a Pisa verso il 1350 e muore nella stesa cittÓ verso il 1420. Battista da Pisa, o Battista di Gerio, Ŕ documentato fra Pisa e la lucchesia dal 1414 al 1418. La sua opera si sviluppa nella temperie artistica del tardogotico, tuttavia viene influenzata dalla nuova cultura figurativa fiorentina degli inizi del Quattrocento. Di lui ci rimangono il trittico della pieve di Camaiore, il trittico realizzato nel 1417 per la chiesa lucchese di San Quirico all'Olivo, oggi smembrato fra il Philadelphia Museum of Art (la tavola centrale con la Madonna e il Bambino), il Petit Palais di Avignone (tavola sinistra con i Santi Rossore e Luca e figura di committente) e il Museo Nazionale di Villa Guinigi a Lucca (tavola destra con i Santi Quirico, Giulitta e Sisto papa).