Percorso : HOME > Iconografia > Pittori > Elenco > Quattrocento: Giovanni da Sulmona

PITTORI: Giovanni da Sulmona

Madonna con Bambino tra san Lorenzo, sant'Agostino, angeli e donatori

Madonna con Bambino tra san Lorenzo, sant'Agostino, angeli e donatori

 

 

GIOVANNI DA SULMONA

1400-1450

Sulmona, Museo Civico

 

Madonna con Bambino tra san Lorenzo, sant'Agostino, angeli e donatori

 

 

 

L'affresco Ŕ raffigurato in una lunetta e presenta la scena della Madonna con il Bambino Ges¨ in braccio tra san Lorenzo e sant'Agostino. Ai piedi dei santi si notano diversi donatori, mentre alcuni angeli volteggiano in alto.

L'affresco che Ŕ conservato nel Museo Civico di Sulmona Ŕ stato staccato e proviene dalla Badia Morronese dove fu affrescato da un Maestro quattrocentesco che viene individuato in Giovanni da Sulmona, anche se alcuni critici d'Arte parlano di un pi¨ anonimo Maestro della Badia Morronese o Maestro della cappella Caldora.

Sant'Agostino Ŕ stato raffigurato sulla destra, vestito da vescovo, anche se si riesce a notare la cocolla dell'abito nero dei monaci agostiniani. Con la mano destra tiene il bastone pastorale mentre con la sinistra regge un libro chiuso.

 

 

Giovanni da Sulmona

Non si conosce nÚ la sua data di nascita nÚ quella di morte. Si sa che fu un pittore abruzzese attivo nella prima metÓ del Quattrocento. Si ritiene che fu un collaboratore del Maestro di San Silvestro (detto anche Maestro del Trittico di Beffi) nella realizzazione del ciclo di affreschi che caratterizza il suo Maestro. Questi affreschi risalgono al 1412, per cui si pu˛ ipotizzare che Giovanni sia nato all'incirca verso il 1390. L'unica sua opera certa Ŕ il tabernacolo ligneo, che ha firmato "Ioh(an)es pictor de Sul(mo)na" ed Ŕ datato 1435. Le altre opere attribuite al pittore (i due capicroce quadrilobi con l'Addolorata e san Giovanni Evangelista provenienti dalla chiesa dei santi Rufino e Cesidio a Trasacco, la grande tavola di provenienza ignota con la Crocifissione tra la Maddalena e S. Giovanni Evangelista e, da ultimo, i tre capicroce, tipologicamente identici a quelli provenienti da Trasacco) probabilmente risalgono a questo periodo.

Il suo stile non Ŕ di altissima levatura e non riuscý mai a superare i modelli espressivi e stilistici da cui era partito. La sua arte prese corpo all'interno di una tradizione figurativa nata dall'incontro tra lo stile, diffuso in Italia centro meridionale all'inizio del Quattrocento, di Martino di Bartolomeo e Giovanni di Pietro da Napoli e quello di matrice fiorentino-iberica del Maestro del Trittico di Beffi.