Percorso : HOME > Iconografia > Pittori > Elenco > Quattrocento: Isaia da Pisa

PITTORI: Isaia da Pisa

Monica giacente: la tomba della mamma di Agostino a Roma

Monica giacente

 

 

ISAIA DA PISA

1455

Roma, chiesa di sant'Agostino

 

Monica giacente

 

 

 

 

Isaia da Pisa scolpý il coperchio dell'urna, mentre il nucleo centrale sembra essere quello originale in cui era sepolto il corpo della santa a Ostia. Una lapide ricorda le vicissitudini del corpo della santa.

 

SEPULCRUM UBI S. MONICAE CORPUS APUD OSTIA TIBERINA ANNIS MXLI IACUIT OS IN EO EDITA IN EIUS TRANSLATIONE MIRACULA EX OBSCURO LOCO ILLUSTRIOREM TRANSPONENDUM PIENTISS. CURABUNT ANNO SALUTIS MDXLVI

 

La madre di Agostino viene spesso raffigurata nell'iconografia agostiniana, da sola o assieme al figlio. Ella partecipa a scene fondamentali, come l'estasi di Ostia, la partenza da Cartagine o il soggiorno milanese e poi a Cassiciaco. La ritroviamo ancora assieme ai monaci ed ella stessa monaca o vestita da monaca mentre illustra la regola agostiniana nella versione femminile. Toccanti sono pure le scene che la vedono in azioni caritative. Con Agostino lasci˛ Milano diretta a Roma, e poi a Ostia, dove affittarono una casa, in attesa di una nave in partenza per l'Africa. Fu un periodo carico di dialoghi spirituali, che Agostino ci riporta nelle sue Confessioni. Lý si ammal˛, forse di malaria, e in nove giorni morý, all'etÓ di 56 anni. Drammatiche e toccanti sono le rappresentazioni della sua morte a Ostia. Di lei Agostino offre una biografia stupenda nella parte finale del libro IX delle Confessioni.

 

Finalmente guadagn˛ a te anche il marito, giÓ quasi al limite estremo della vita temporale: e in lui che ormai era credente non rimpianse ci˛ che aveva tollerato nel miscredente. Era poi la serva dei tuoi servi. Chi di loro l'aveva conosciuta, in lei rendeva lode e onore e amore a te, sentendo nel suo cuore la tua presenza, testimoniata dai frutti di una vita consacrata a te. Era stata la moglie d'un solo uomo, aveva reso ai genitori il bene ricevuto, aveva retto con devozione la sua casa, a testimonio aveva le sue buone opere. Aveva allevato dei figli, partorendoli di nuovo ogni volta che li vedeva allontanarsi da te. Infine di tutti noi, Signore, che possiamo per tuo gratuito favore dirci servi tuoi, e ricevuta la grazia del tuo battesimo vivevamo giÓ in una nostra comunitÓ, al tempo in cui ancora lei non s'era addormentata in te, di tutti noi si prese cura quasi fossimo tutti figli suoi, e quasi fosse figlia di noi tutti ci servý.

AGOSTINO, Confessioni, 9, 22

 

Riposi dunque in pace con l'uomo di cui fu sposa, il solo di cui lo fu, e che servý portandoti il suo frutto con pazienza, per guadagnare anche lui a te. E tu ispira, mio Signore e Dio mio, ispira tu i tuoi servi e miei fratelli, i tuoi figli e padroni miei, che io servo col cuore e la voce e la penna: e ogni volta che leggeranno queste pagine si ricorderanno davanti al tuo altare di Monica, tua ancella, con Patrizio che fu un tempo suo sposo. Attraverso la loro carne mi hai fatto entrare in questa vita - come, non so. Con devozione si ricorderanno di loro: genitori miei in questa luce provvisoria, e miei fratelli in te che ci sei Padre e nella madre cattolica, e miei concittadini nella Gerusalemme eterna, a cui sospira il tuo popolo lungo tutto il suo cammino dall'inizio al ritorno. Cosý sia meglio appagato in virt¨ di queste confessioni il suo estremo desiderio: lo sia nella preghiera di molti, piuttosto che nella mia soltanto.

AGOSTINO, Confessioni, 9, 37