Percorso : HOME > Iconografia > Pittori > Elenco > Quattrocento: Matteo Torelli

PITTORI: Matteo Torelli

Sant'Agostino in preghiera davanti alla TrinitÓ

Sant'Agostino in preghiera davanti alla TrinitÓ

 

 

MATTEO TORELLI

secolo XV

Firenze, Biblioteca Laurenziana, Plut. 12, De Civitate Dei

 

Sant'Agostino in preghiera davanti alla TrinitÓ

 

 

 

 

Matteo Torelli fu un buon miniaturista del Quattrocento: in questa occasione riproduce un sant'Agostino inginocchiato in preghiera. Ha deposto dinanzi a lui la mitra e il bastone pastorale: gli abiti non sono nÚ di un vescovo nÚ di un monaco. In testa ha l'aureola: Agostino Ŕ al centro della scena in una zona ampiamente prospettica. Sullo sfondo infatti si susseguono file di case e di palazzi distanziati l'uno dall'altro con uno schema che ricorda il primo Rinascimento. Sullo sfondo si intravedono le mura di una cittÓ e al di sopra il Cristo con la TrinitÓ che invita a entrare nella CittÓ di Dio. La miniatura si trova nel ms. del De civitate Dei Plut. 12. 19 in deposito alla Biblioteca Laurenziana di Firenze.

 

C'Ŕ un misterioso processo che avviene in Dio. Il Vangelo ci dice che Ges¨ di Nazareth era il Figlio di Dio. Ma che cosa significa? Che cosa vuol dire che Cristo e il Padre sono uno solo? L'interezza del messaggio cristiano sta proprio in questa unitÓ, che si realizza sulla croce, grazie alla morte di Ges¨, in quanto uomo. A questo proposito l'intelletto umano pu˛ trovare solo analogie. E il genio di Agostino ha esposto, in quindici analisi incredibilmente valide, il suo modo di approssimarsi a questo mistero dell'incarnazione di Dio e dello Spirito Santo. Di questi 15 libri possiamo qui prenderne in esame solo uno, e anch'esso solo per brevi cenni. Che cosa c'Ŕ di pi¨ misterioso dell'incarnazione di Dio?

 

D'altra parte fuori di te non esisteva nulla, da cui potessi trarre le cose, o Dio, TrinitÓ Una e TrinitÓ trina. Perci˛ creasti dal nulla il cielo e la terra ... Tu sei onnipotente e buono, per fare tutto buono, il cielo grande, come la piccola terra. C'eri tu e null'altro.

AGOSTINO, Confessioni 12, 7, 7

 

[...] Inoltre, partendo dalla creatura, opera di Dio, ho cercato, per quanto ho potuto, di condurre coloro che chiedono ragione di tali cose, a contemplare con l'intelligenza, per quanto era loro possibile, i segreti di Dio per mezzo delle cose create e ho fatto particolarmente ricorso alla creatura ragionevole e intelligente, che Ŕ stata creata ad immagine di Dio, per far loro vedere, come in uno specchio, per quanto lo possono e, se lo possono, il Dio TrinitÓ, nella nostra memoria, intelligenza e volontÓ. Chiunque, con una intuizione viva, vede che queste tre potenze, in virt¨ di una intenzione divina, costituiscono la struttura naturale del suo spirito; percepisce quale cosa grande sia per lo spirito il poter ricordare, vedere, desiderare la natura eterna ed immutabile, la ricorda con la memoria, la contempla con l'intelligenza, l'abbraccia con l'amore, certamente vi scopre l'immagine di quella suprema TrinitÓ. Per ricordare, vedere, amare quella suprema TrinitÓ deve ad essa riferire tutto ci˛ che vive perchÚ tale TrinitÓ divenga oggetto del suo ricordo, della sua contemplazione e della sua compiacenza. Tuttavia ho mostrato, per quanto mi sembrava necessario, che questa immagine che Ŕ opera della stessa TrinitÓ, che Ŕ stata deteriorata dalla sua propria colpa, si deve evitare di compararla alla TrinitÓ come se le fosse in tutto simile, ma si deve vedere anche una grande dissomiglianza in questa tenue somiglianza.

AGOSTINO, De Trinitate, XV, 39