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PITTORI: Giorgio Turcotto

Agostino vescovo e Dottore della Chiesa

Agostino vescovo e Dottore della Chiesa

 

 

GIORGIO TURCOTTO

1480-1490

Cavallermaggiore, Cappella di San Giovanni della Motta

 

Agostino vescovo e Dottore della Chiesa

 

 

 

L'importanza della Cappella di san Giovanni della Motta Ŕ data dagli affreschi che ornano le sue pareti interne. I dipinti coprono le vele delle volte a crociera e le lunette delle due campate. Gli affreschi delle vele raffigurano gli Evangelisti e dei Dottori della Chiesa. Nel loro complesso si manifestano assai diversi rispetto a quelli delle pareti, poichŔ esprimono un'unitarietÓ di stile e di colori, anche se suddivisi in otto riquadri.

Il ciclo di affreschi, che copre le vele delle due volte a crociera, le quattro lunette laterali e sopra la porta d'ingresso, fu eseguito verso il 1480. La pittura delle vele viene attribuita all'artista Giorgio Turcotto. Oltre agli Evangelisti, nelle vele si leggono bene le figure dei quattro Dottori della Chiesa: sant'Agostino, di fronte Gregorio, a destra Ambrogio e a sinistra Gerolamo. Agostino Ŕ raffigurato allo scrittoio nella sue vesti episcopali con la mitra in testa. Il volto ha un aspetto maturo con una foltissima barba grigia. L'opera Ŕ interessante per la delicatezza e la discreta plasticitÓ del volto. Si pu˛ notare che il santo indossa il nero abito dei monaci agostiniani che dal medioevo hanno seguito la sua regola considerandolo Padre fondatore. Gli affreschi delle lunette sono di mano diversa e rivelano influssi differenti. La chiave di volta Ŕ decorata con la croce di Malta. Una ghiera di un pozzo del 1463 con lo stemma dell'ordine di Malta Ŕ oggi conservata nel cortile del Municipio di Cavallermaggiore.

Meno ben conservati rispetto a quelli della volta sono gli affreschi dipinti sulle lunette, con scene relative a san Giovanni Battista. La cascina di San Bartolomeo, dove si trova la cappella, seppure molto rovinata, Ŕ forse l'unico esempio di fortezza Templare esistente in Piemonte. La cappella ha dimensioni modeste e si presenta a navata unica con una piccola facciata barocca. Si trova all'interno di un cascinale in aperta campagna nei pressi della strada tra Cavallermaggiore e Monasterolo in localitÓ detta La Motta. L'antica residenza fortificata della Motta invece Ŕ meglio conservata. Fu sede fin dal 1055 di un priorato, pass˛ poi ai Cavalieri "di San Giovanni di Gerusalemme", dal XIV "di Rodi" e dal XVI "di Malta", in relazione allo spostamento della loro sede operativa.

 

 

Giorgio Turcotto

Turcotto (1450-1543) Ŕ documentato negli archivi comunali di Cavallermaggiore per il possesso di case e terreni in cittÓ. Una sua opera firmata Ŕ il ciclo di affreschi presente nella chiesa di San Giovanni Battista di Sommariva Perno che data all'anno 1467. Questa chiesa Ŕ stata abbattuta nella seconda metÓ del Novecento e gli affreschi sono stati strappati e si trovano attualmente negli archivi della Galleria Sabauda. Altre due opere firmate e datate al 1473 nella chiesa di S. Domenico di Alba, sono citate da fonti settecentesche ma finora non sono state rintracciate. Si tratterebbe di una tavola e di un'immagine, forse ad affresco, del Beato Bartolomeo da Cervere.

Sono stati assegnati a Giorgio anche una Madonna col Bambino in trono nel santuario di S. Maria a Lagnasco, una Madonna tra Santi nell'abside di S. Pietro a Cavallermaggiore, la decorazione del pilone del santuario degli Orti a Murello e un Abbraccio tra i SS. Domenico e Francesco staccato dalla chiesa di san Domenico di Alba. Turcotto dimostra in queste opere di essersi formato nell'orizzonte culturale pinerolese e saluzzese dei primi decenni del Quattrocento, tra Jaquerio, Aimone Duce e il Maestro di Manta.