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PITTORI: Maestro di Guadalajara

Santa Monica nella chiesa di sant'Agostino a Guadalajara

Santa Monica nella chiesa di sant'Agostino a Guadalajara

 

 

MAESTRO DI GUADALAJARA

1650-1700

Guadalajara, chiesa di sant'Agostino

 

Santa Monica

 

 

 

Questa bella statua di Monica si trova in una cappella della cattedrale di sant'Agostino a Guadalajara. La costruzione di questa cattedrale inizi˛ nel 1573 e contemporaneamente fu costruito un annesso convento. La chiesa si presenta a navata unica, senza crociera, con una bella e ampia cupola, con le volte. La cattedrale presenta una facciata barocca sobria, dove sono ben evidenti due corpi, il primo Ŕ un arco a tutto sesto con lesene scanalate, il secondo con una finestra disegni seicenteschi. Nell'altare neo-plateresco sono conservate due sculture, una di sant'Agostino e, dall'altro lato, l'immagine di sua madre, santa Monica. Monica indossa una tunica nera secondo la tradizionale leggenda sostenuta dagli agostiniani che Monica avesse partecipato della vita monacale che Agostino aveva avviato in Africa dopo il suo ritorno dall'Italia. In realtÓ Monica morý ad Ostia ben prima del ritorno di Agostino in Africa e delle sue esperienze di vita in comunitÓ.

La madre di Agostino viene spesso raffigurata nell'iconografia agostiniana, da sola o assieme al figlio. Ella partecipa a scene fondamentali, come l'estasi di Ostia, la partenza da Cartagine o il soggiorno milanese e poi a Cassiciaco. La ritroviamo ancora assieme ai monaci ed ella stessa monaca o vestita da monaca mentre illustra la regola agostiniana nella versione femminile. Toccanti sono pure le scene che la vedono in azioni caritative.

Con Agostino lasci˛ Milano diretta a Roma, e poi a Ostia, dove affittarono una casa, in attesa di una nave in partenza per l'Africa. Fu un periodo carico di dialoghi spirituali, che Agostino ci riporta nelle sue Confessioni. Lý si ammal˛, forse di malaria, e in nove giorni morý, all'etÓ di 56 anni. Drammatiche e toccanti sono le rappresentazioni della sua morte a Ostia. Di lei Agostino offre una biografia stupenda nella parte finale del libro IX delle Confessioni.

La sacrestia del convento conserva un certo numero di tele di discreto valore.