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PITTORI: Landsocht Daniel

Agostino vescovo e Dottore della chiesa e altri santi agostiniani

Agostino vescovo e Dottore della chiesa e altri santi agostiniani

 

 

LANDSOCHT DANIEL

1619

Gand, convento di santo Stefano

 

Agostino vescovo e Dottore della chiesa e altri santi agostiniani

 

 

 

Questo elegante arredo liturgico confezionato in argento dorato, cristallo di rocca, diamante e vetro, fu realizzato da un orafo di Bruges. Alto 75 cm il manufatto si pu˛ ripartire su tre livelli. Nel piede dell'ostensorio, ognuna delle parti a sei lobi Ŕ decorata con una testa di cherubino entro una lavorazione a riccioli.

Il tronco liscio ha una sezione poligonale a sei lati e viene interrotto da un bottone sferico incastonato con decorazioni di foglie. E' coronato con una coppa di analoga lavorazione. Il cilindro di vetro Ŕ affiancato da due paia di colonnine rinascimentali accoppiate, dinanzi alle quali si trova a sinistra una statuina di Agostino e a destra di san Nicola da Tolentino.

Ambedue i lati sono limitati da racemi. Al di sopra della parte centrale del cilindro Ŕ posto un doppio "belvedere", dove trovano collocazione due statuine: in basso sul baldacchino troviamo la Madonna, mentre in alto c'Ŕ il Cristo da cui costato esce sangue che Ŕ raccolto in un calice. La sommitÓ Ŕ infine sormontata da una piccola croce. L'edicoletta inferiore Ŕ affiancata da due altre statuine che raffigurano a sinistra santa Monica e  a destra santa Chiara da Montefalco.

 

Il convento agostiniano di S. Stefano merita di essere definito la culla degli Agostiniani nei Paesi Bassi. Il 24 novembre 1296, il vescovo di Tournai, Jean de Vasognes, concesse agli Agostiniani di fondare un monastero a Gand. GiÓ prima del 1296, essi erano presenti in questa cittÓ, forse come predicatori itineranti. Erano ben conosciuti dai fedeli e li si ricercava soprattutto nelle parrocchie della periferia di predicare nel periodo della Quaresima e dell'Avvento. Un documento che data al 25 novembre 1337 indica il luogo dove i primi Agostiniani si stabilirono a Gand: si parla di una casa indicata come Casa alla Cappella. La Casa dove abitano gli Agostiniani era situata all'angolo della Steenstrate e di Ouderborechwaert. La cappella di cui si parla nel documento si trovava all'angolo fra l'attuale Steenstraat e una strada che porta a Geldmunt. La cappella era dedicata a santo Stefano che divenne anche patrono del convento. Nel medio evo il convento conobbe un continuo sviluppo grazie al sostegno della nobiltÓ di Gand. A partire dal quattordicesimo secolo, la famiglia Borluut ebbe la sua tomba privata nella chiesa del convento. Questa famiglia rest˛ per secoli la grande benefattrice del convento. Nel 1582 la chiesa e il chiostro furono completamente distrutti dai Gueux. Sopravvissero solo la cucina e il refettorio. Dopo lunghi negoziati la chiesa fu ricostruita nel 1606. Fu merito del padre provinciale Joannes Cools l'essere riuscito a ottenere da Philippe II il permesso di ricostruire la cittÓ, dato che il precedente magistrato ne aveva decretato la distruzione. Il finanziamento che permise di ricostruire il chiostro venne ancora dai nobili Borluut. Il chiostro venne eretto in stile rinascimentale e fra il 1718 e il 1720 finalmente fu completata la struttura con la realizzazione della straordinaria Biblioteca monastica, che si Ŕ conservata in buono stato. A partire dal Medio Evo gli Agostiniani si occuparono della predicazione, della cura delle anime e degli studi. Parecchi confratelli erano legati alla chiesa di S. Stefano, soprattutto quelli di Notre-Dame di Hal (1657), di Notre-Dame de Consolation (1635), de Saint-Nicolas di Tolentino (1647), della Salute delle Anime (Berechting) (1780) e di Notre-Dame del Buon Consiglio (1904).

Di tutte le altre confraternite, una sola Ŕ sopravvissuta al periodo tumultuoso delle guerre di religione: la confraternita del Sacro Sangue. Nel 1609 gli Agostiniani fondarono un collegio latino che ebbe grande autoritÓ nella regione di Gand fino alla rivoluzione francese. Dal diciassettesimo al diciottesimo secolo l'insegnamento secondario in Olanda fu considerato come un apostolato agostiniano per eccellenza. Per lungo tempo il convento di Gand funzion˛ come lo studium provinciale della provincia belga. Malauguratamente la rivoluzione francese caus˛ la fine della provincia belga e del convento. Padre Carolus Laurentius Volbracht (1749-1810) riuscý, con qualche confratello, a recuperare le costruzioni del convento e radun˛ gli agostiniani di Gand che erano rimasti. Il suo successore, padre Franciscus Van der Mensbrugghe (1770-1834) e il suo confratello, Augustinus Naudts (1761-1844), superiore della comunitÓ di Star ad Amsterdam, lavorarono per un nuovo avvenire degli agostiniani. Il convento di Santo Stefano, il solo convento che era sopravvissuto alla Rivoluzione, divenne la culla della rinascita dell'Ordine in Olanda. Nel XIX secolo la comunitÓ di Gand perse vigore. La creazione di uno studium nel convento di Santo Stefano impression˛. Le relazioni con gli agostiniani delle altre comunitÓ si guastarono progressivamente, tanto che la separazione della provincia olandese divenne inevitabile. Solo nel 1901 la provincia belga fu ripristinata e nella misura della crescita delle vocazioni, fu possibile aprire nuovi conventi.