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PITTORI: Anonimo incisore

Sant'Agostino cardioforo nel suo studio

Sant'Agostino cardioforo nel suo studio

 

 

ANONIMO INCISORE

1650-1680

Roma, Istituto Nazionale per la Grafica 

 

Sant'Agostino cardioforo nel suo studio

 

 

 

Questa stampa raffigura sant'Agostino allo scrittoio mentre sta scrivendo su un libro. Il suo sguardo Ŕ rivolto verso il cielo da dove scende una vivace luce che lo illumina. Genera questa luce un triangolo, il simbolo della TrinitÓ.

Agostino siede su una sedia imponente davanti a un tavolo dove si trova un libro aperto su cui sta scrivendo e un calamaio rudimentale in cui Ŕ immersa una penna.

 Agostino regge nella mano sinistra un cuore fiammante, un simbolo comune nella iconografia agostiniana dall'epoca barocca.

La stampa proviene dalla Collezione Petrini.

La struttura dell'opera risente molto della composizione di metÓ Seicento di Philippe de Champaigne che ha creato uno stile iconografico che ha goduto di molta fortuna.

L'autore dell'incisione Ŕ sconosciuto.

 

Tu stesso ci avevi folgorati con le frecce del tuo amore, e portavamo conficcati nel ventre gli arpioni delle tue parole e gli esempi dei tuoi servi, che da oscuri avevi reso splendidi e da morti, viventi. Bruciavano ammassati nel fondo della mente divorando la sua pesantezza e il torpore, per impedirci di scendere in basso, ed era un tale incendio che tutto il fiato soffiatoci contro dalle subdole lingue l'avrebbe ravvivato, non estinto. Tuttavia nel tuo nome, che hai reso sacro per tutta la terra, il nostro proponimento avrebbe certamente incontrato il plauso di alcuni, e quindi poteva sembrare ostentazione non aspettare quel poco che mancava alle vacanze, e congedarsi prima da un pubblico ufficio che era sotto gli occhi di tutti in modo da attirare sulle mie azioni l'attenzione universale. Cosý, se avessi dato l'impressione di non voler neppure attendere il termine tanto prossimo dei corsi, avrebbero molto chiacchierato, e sarebbe parso che volessi farmi notare. E a che pro favorire congetture e discussioni sui miei intenti e oltraggi al nostro bene?

AGOSTINO, Confessioni 9, 2, 3