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PITTORI: Theodor Rombouts

Agostino lava i piedi al Cristo pellegrino

Agostino lava i piedi al Cristo pellegrino

 

 

THEODOR ROMBOUTS

1636

Amberes, Museo Reale di Belle Arti

 

Agostino lava i piedi al Cristo pellegrino

 

 

 

Pittura ad olio che raffigura un episodio leggendario diffuso nella iconografia agostiniana. L'opera di Rombouts ci presenta Agostino mentre sta lavando i piedi al Cristo pellegrino. Alcuni monaci lo guardano mentre in alto volteggiano in cielo diversi angeli. La figura di Dio padre osserva tutta la scena.

Rombouts ha sviluppato una pittura che risente dello spirito di Caravaggio e Rubens. L'influenza di Rubens, il maggior pittore di tutti i generi del Seicento, sovrapposta a quella di Caravaggio, ha prodotto in Rombouts interessanti effetti, anche se certamente non all'altezza dei due Maestri. 

Questa leggenda mette in luce la caritÓ di Agostino e divenne molto cara agli Eremitani ed ai Canonici. Secondo M. Aurenhammer, che lo afferm˛ nel suo Lexikon der christlichen Ikonographie (Vienna, 1953), la leggenda sarebbe stata elaborata in Spagna, dove in effetti appare per la prima volta. Da lý si diffuse nelle Fiandre.

Probabilmente fu estrapolata da qualche frase di Giordano di Sassonia, che nel suo Liber vitasfratrum scrisse: "Unde in Vitaspatrum legitur, quod sanctus Apollonius fratribus suis praecipiebat attentius, ut advenientes fratres quasi Domini susciperent adventum: "Nam et adorari adventantes fratres propterea", inquit, "traditio habet ut certum sit in adventu eorum adventum Domini nostri iesu Christi haberi, qui dicit: Hospes fui et susceptistis me". Et hoc sumpta est illa laudabilis observantia Ordinis, ut fratres hospites recipiantur cum genuflexione et manuum deosculatione."

N. CRUSENIUS nel suo Monasticon Augustinianum, I, 7 pubblicato a Vallisoleti nel 1623 a sua volta scrive: "Ad interiora deserti secedens, Christum hospitio suscipit, pedes lavat et audit: 'Augustine, Filium Dei hodie in carne videre meruisti; tibi commendo Ecclesiam meam.' S. Prosper et alii ", dove questi alii sarebbero Ferdinando vescovo di Tarragona e Jean Maburn canonico regolare.

Il primo a produrre questo tema iconografico fu Huguet, ma sarÓ Bolswert con le sue incisioni a diffonderlo ampiamente. La valenza di questo soggetto Ŕ teologicamente importante sia perchŔ abbondano i testi agostiniani che sottolineano il valore dell'ospitalitÓ al pellegrino, e perchŔ Agostino stesso diede molta importanza all'ospitalitÓ nei suoi monasteri. GiÓ nelle Costituzioni Agostiniane del 1290 si trova il passo che stabilisce per i pellegrini la possibilitÓ di lavarsi i piedi nel monastero. Nel 1686 si ribadisce che bisogna lavare i piedi dei pellegrini come se fossero la persona di Cristo.

Il tema di Agostino che lava i piedi al Cristo ha un grande valore anche teologico, poichÚ secondo la tradizione degli agostiniani eremitani, Agostino quando era monaco a Tagaste si sarebbe ritirato in un eremo con finalitÓ di pura contemplazione. L'apparizione di Cristo in forma di pellegrino, gli avrebbe imposto di ritornare al mondo per testimoniare con la parola e le opere la vita cristiana.

Spesso la scena Ŕ accompagnata dal testo "O grande padre Agostino, ti affido la mia Chiesa", tratto da un apocrifo ambrosiano. E' un chiaro segno per giustificare la vita mista fra contemplazione e azione propria degli eremitani, con l'invito a seguire l'esempio del santo fondatore.

 

Il racconto evangelico di Gv 13 mostra l'intenzionalitÓ con cui Ges¨ vive l'ultimo periodo della sua vita: "Prima della festa di Pasqua, Ges¨, sapendo che era giunta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo li am˛ sino alla fine" Ges¨ ha giÓ amato i suoi lungo tutta la narrazione fatta dal quarto evangelista nel libro dei segni. Ora questo amore giunge al suo culmine, fino alla massima espressione oltre il quale non si pu˛ andare: "li am˛ sino alla fine".

Il fatto visibile che viene raccontato Ŕ la cosiddetta "lavanda dei piedi", un gesto che Ges¨ compie nel contesto della cena pasquale. Si toglie il mantello, si riveste di un grembiule speciale e lava i piedi ai suoi discepoli. Poi riprende le vesti e spiega ai discepoli il significato di questo gesto. E' un significato esortativo: "Se io, Maestro e Signore, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri. Vi ho dato, infatti l'esempio, perchÚ come ho fatto io facciate anche voi". Questo gesto non Ŕ limitato al solo fatto fisico, anche se in effetti si praticava l'ospitalitÓ nei confronti delle persone. Le strade erano impolverate e quando si entrava in una casa c'era sempre un catino per lavarsi i piedi. Il padrone di casa incoraggiava i servi a compiere quest'omaggio agli ospiti.