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PITTORI: HOnofrio della Corte

Sant'Agostino san Domenico e la Madonna con il Bambino

Particolare di sant'Agostino

 

 

HONOFRIO DELLA CORTE

1746

Chiavenna, chiesetta in località Rasdeglio

 

Sant'Agostino san Domenico e la Madonna con il Bambino

 

 

 

All'interna della chiesetta in località Rasdeglio a Chiavenna si trova una bella pittura di Honofrio della Corte che raffigura Sant'Agostino e san Domenico ai piedi della Vergine che regge in braccio il Bambino Gesù. La pittura è stata riprodotta in copia a fresco su una parete esterna della chiesetta. Sopra il capo della Vergine volano degli angeli che reggono una corona. Entrambi i santi hanno un'espressione forte ed estasiata mentre volgono lo sguardo verso la Vergine. Agostino è vestito da vescovo, quantunque indossi sotto la veste la cocolla nera dei monaci agostiniani.

La mano destra impugna il pastorale e regge un cuore infiammato. San Domenico porta la sua tradizionale veste bianca e nera. In testa ha croce bianca. San Domenico appartenne a una Comunità di regola agostiniana e nell'Ordine che fondò modellò la sua regola su quella di Agostino. Sul predellino l'autore ha scritto il proprio nome e l'anno, 1746, cui risale il dipinto.

 

Nato a Caleruega nel 1170, Domenico de Guzman studiò presso la cattedrale di Palencia, quindi entrò a far parte dei Canonici regolari del capitolo di Osma. Ordinato sacerdote si distinse per l'austerità della vita penitenziale e per lo studio assiduo. Incaricato di una delicata missione diplomatica nel nord Europa, si rese conto del grave pericolo degli albigesi e capì che doveva dedicarsi all'apostolato in difesa della fede cattolica. Dopo varie traversie riuscì a ottenere il permesso di raccogliere attorno a sè compagni e compagne fondando un Ordine religioso, cui diede la regola di S. Agostino.

Il 22 dicembre 1216, papa Onorio III diede l'approvazione ufficiale e definitiva, all'ordine fondato da Domenico. Ottenuto il riconoscimento ufficiale, l'ordine crebbe e, già dal 1217, fu in condizione di inviare monaci un po' in tutta Europa, soprattutto nella penisola iberica e nei principali centri universitari del tempo, a Parigi e a Bologna, dove si recò egli stesso. Subito incontrarono delle opposizioni da parte dei vescovi locali, che furono superate dalla bolla papale dell'11 febbraio del 1218, che ordinava a tutti i prelati di dare assistenza ai domenicani. Morì a Bologna nel 1221 e fu canonizzato da Gregorio IX nel 1234.

 

La devozione per la Vergine fu un carattere specifico dell'ordine agostiniano. Già Agostino, nei suoi scritti, esaltò le virtù, affermando inseparabile la sua azione da quella di Cristo e proponendola come modello per tutti i credenti. Agostino si fece veicolo di precisi contenuti dottrinari che ebbero lo scopo di confutare le tesi eterodosse diffuse a quei tempi. Agostino ribadì ripetutamente e con chiarezza i concetti della maternità fisica e insieme divina di Maria nonché la sua verginità, che ne fanno il simbolo della Chiesa, nello spirito vergine, per integrità e pietà, e madre nella carità.

Dei tre vangeli sinottici quello che parla più diffusamente di Maria è il Vangelo di Luca. Vi si racconta che Maria viveva a Nazaret, in Galilea e che, promessa sposa di Giuseppe, ricevette dall'arcangelo Gabriele l'annuncio che avrebbe partorito il Figlio di Dio (Lc. 1, 26-38). Ella accettò e, per la sua totale fedeltà alla missione affidatale da Dio, è considerata dai cristiani il modello per tutti i credenti. Lo stesso Vangelo secondo Luca racconta la sua pronta partenza per Ain Karem, per aiutare la cugina Elisabetta, anziana, incinta di sei mesi.

Da Elisabetta è chiamata "la madre del mio Signore". Maria le risponde proclamando il Magnificat: « Allora Maria disse: L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,perché ha guardato l'umiltà della sua serva. D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.» (Lc. 1, 46)