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PITTORI: Dietrich Joachim

Sant'Agostino e il bambino sulla spiaggia

Sant'Agostino e il bambino sulla spiaggia

 

 

DIETRICH JOACHIM

1690-1753

Diessen, chiesa di S. Maria

 

Sant'Agostino cardioforo 

 

 

 

La statua è opera di Joachim Dietrich e si trova nella chiesa barocca Marienmünster che appartenne agli Agostiniani Canonici con il titolo di chiesa dell'Ascensione. La statua rappresenta un giovane Agostino che indossa gli abiti dei monaci e regge in mano un cuore fiammante. Ai suoi piedi si leva un giovane bambino con in mano un libro aperto che alza al cielo un secondo cuore fiammante. 

Nel libro nono delle Confessioni Agostino si esprime con queste parole: sagittaveras tu cor meum charitate tua, hai ferito il mio cuore - ricorda Agostino - con il tuo amore. Esse esprimono in forma poetica il grande amore che Agostino aveva per Dio. Un amore così grande da essere rappresentato simbolicamente con un cuore fiammante trafitto da una freccia. Questo tipo di rappresentazione godrà di grandissima fortuna iconografica dal 1600 in poi, tanto da essere un punto fermo nel logo che lo stesso Ordine Agostiniano adotterà per il suo Stemma Ufficiale. Il cuore è l'elemento caratteristico di questo tema iconografico: Agostino lo tiene in mano, talvolta è attraversato da una freccia, o anche viene offerto al Signore.

 

Tu stesso ci avevi folgorati con le frecce del tuo amore, e portavamo conficcati nel ventre gli arpioni delle tue parole e gli esempi dei tuoi servi, che da oscuri avevi reso splendidi e da morti, viventi. Bruciavano ammassati nel fondo della mente divorando la sua pesantezza e il torpore, per impedirci di scendere in basso, ed era un tale incendio che tutto il fiato soffiatoci contro dalle subdole lingue l'avrebbe ravvivato, non estinto. Tuttavia nel tuo nome, che hai reso sacro per tutta la terra, il nostro proponimento avrebbe certamente incontrato il plauso di alcuni, e quindi poteva sembrare ostentazione non aspettare quel poco che mancava alle vacanze, e congedarsi prima da un pubblico ufficio che era sotto gli occhi di tutti in modo da attirare sulle mie azioni l'attenzione universale. Così, se avessi dato l'impressione di non voler neppure attendere il termine tanto prossimo dei corsi, avrebbero molto chiacchierato, e sarebbe parso che volessi farmi notare. E a che pro favorire congetture e discussioni sui miei intenti e oltraggi al nostro bene?

AGOSTINO, Confessioni 9, 2, 3

 

Joachim Dietrich (1690-1753) era figlio di un ebanista che si applicò agli studi di scultura. Dopo aver lavorato a Praga e in tutta Italia come operaio, si stabilì vicino a Monaco e frequentò la bottega di Johann Pichler, il falegname del tribunale. In questo periodo riuscì a realizzare varie sculture per edifici sia civili che religiosi. Ha collaborato successivamente anche con Francois de Cuvilliés e contribuì a completare i lavori per la decorazione di alcune camere del tribunale di Monaco di Baviera e di diverse case signorili. Dietrich fu nominato scultore di corte nel 1736. Morirà nel 1753.