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PITTORI: Scultore bergamasco

Sant'Agostino vescovo e cardioforo

Sant'Agostino vescovo e cardioforo

 

 

SCULTORE BERGAMASCO

1750-1799

Sarnico, chiesa di San Martino

 

Sant'Agostino vescovo e cardioforo

 

 

 

La statua che raffigura sant'Agostino costituisce una decorazione plastica della chiesa di Sarnico. L'ignoto scultore ha raffigurato sant'Agostino come Dottore della Chiesa con in mano un cuore fiammante che nel Settecento ne costituisce un tratto distintivo.

Realizzato con la tecnica dello stucco modellato, la statua è stata dorata.

Agostino con la destra impugna il bastone pastorale un grosso libro chiuso, mentre il braccio sinistro è levato al cielo e la mano regge un cuore fiammante.

Il santo porta in testa la mitra e il suo volto, coperto da una folta barba, esprime un atteggiamento estatico.

 

L'area dove sorge la chiesa parrocchiale era occupata già in epoca medioevale da una più antica chiesa.

Divenuta ormai inadeguata, la chiesa fu abbattuta nel 1727 e, nello stesso anno, il parroco Giovanni Maria Albricci II, pose la prima pietra per la erezione della nuova parrocchiale, progettata dall'architetto ticinese Luca Luchini.

La facciata della chiesa non fu completamente demolita, ma servì come parete laterale di sinistra dell'attuale costruzione. Vennero salvati inoltre l'affresco cinquecentesco ora collocato al primo altare di sinistra con una Sacra Famiglia e la base del campanile costruito nel 1592. Il campanile venne poi sopraelevato nel 1869.

La maestosa facciata fu eseguita nel 1777, classicamente impostata su due piani, sovrastati da un attico con timpano curvo, e ambedue ripartiti da lesene corinzie. la facciata è arricchita da una serie di statue, alcune delle quali sono attribuite a Giovanni Sanz, e dal movimentato portale in pietra di Sarnico.

 

Nel libro nono delle Confessioni Agostino si esprime con queste parole: sagittaveras tu cor meum charitate tua, hai ferito il mio cuore - ricorda Agostino - con il tuo amore. Esse esprimono in forma poetica il grande amore che Agostino aveva per Dio. Un amore così grande da essere rappresentato simbolicamente con un cuore fiammante trafitto da una freccia. Questo tipo di rappresentazione godrà di grandissima fortuna iconografica dal 1600 in poi, tanto da essere un punto fermo nel logo che lo stesso Ordine Agostiniano adotterà per il suo Stemma Ufficiale. Il cuore è l'elemento caratteristico di questo tema iconografico: Agostino lo tiene in mano, talvolta è attraversato da una freccia, o anche viene offerto al Signore.

 

Tu stesso ci avevi folgorati con le frecce del tuo amore, e portavamo conficcati nel ventre gli arpioni delle tue parole e gli esempi dei tuoi servi, che da oscuri avevi reso splendidi e da morti, viventi. Bruciavano ammassati nel fondo della mente divorando la sua pesantezza e il torpore, per impedirci di scendere in basso, ed era un tale incendio che tutto il fiato soffiatoci contro dalle subdole lingue l'avrebbe ravvivato, non estinto. Tuttavia nel tuo nome, che hai reso sacro per tutta la terra, il nostro proponimento avrebbe certamente incontrato il plauso di alcuni, e quindi poteva sembrare ostentazione non aspettare quel poco che mancava alle vacanze, e congedarsi prima da un pubblico ufficio che era sotto gli occhi di tutti in modo da attirare sulle mie azioni l'attenzione universale. Così, se avessi dato l'impressione di non voler neppure attendere il termine tanto prossimo dei corsi, avrebbero molto chiacchierato, e sarebbe parso che volessi farmi notare. E a che pro favorire congetture e discussioni sui miei intenti e oltraggi al nostro bene?

AGOSTINO, Confessioni 9, 2, 3