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PITTORI: Ghissi Francescuccio di Cecco

Sant'Agostino, sant'Agnese, santa Caterina d'Alessandria, san Giovanni Evangelista, san Venanzio

Sant'Agostino, sant'Agnese, santa Caterina

d'Alessandria, san Giovanni Evangelista

e san Venanzio

 

 

GHISSI FRANCESCUCCIO DI CECCO

1360-1395

Baltimora, Walters Art Museum

 

Sant'Agostino, sant'Agnese, santa Caterina d'Alessandria, san Giovanni Evangelista, san Venanzio

 

 

 

La tavola, alta 41.2 cm e larga 24.7, Ŕ frammentaria e raffigura cinque santi che possiamo riconoscere nelle figure di sant'Agostino, sant'Agnese, santa Caterina d'Alessandria, san Giovanni Evangelista e san Venanzio.

Agostino Ŕ stato dipinto all'estrema sinistra. Indossa il piviale episcopale, in testa porta la mitra e con la mano destra regge il bastone pastorale. Interessante notare la presenza ben in evidenza dell'abito nero dei monaci agostiniani. Questo dettaglio fa supporre che il committente sia stato qualche monastero o chiesa agostiniana. Gli eremitani agostiniani in effetti non trascuravano occasione per evidenziare la loro diretta filiazione da Agostino. Il santo e visto di profilo: il suo aspetto Ŕ severo, con una folta barba riccioluta che gli copre il viso.

La tavola si trova attualmente a Baltimora presso il Walters Art Museum mentre in precedenza era conservata a Roma nella Collezione M. Massarenti almeno fino al 1902.

 

 

Ghissi, Francescuccio di Cecco

Non Ŕ noto quando nacque questo pittore nativo di Fabriano la cui attivitÓ artistica Ŕ documentata dal 1345 al 1374. La prima opera di cui si ha notizia risale al 1345 quando avviene un pagamento della Confraternita di S. Maria del Mercato di Fabriano in favore di "Francescuccio di Cicco".

Ghissi ha firmato e datato solo due tavole, che rappresentano la Madonna dell'UmiltÓ. La prima risale al 1359 ed Ŕ firmata "Franciscutius Cicchi", che in origine si trovava nella chiesa di S. Lucia (o di S. Domenico) a Fabriano e oggi nella Pinacoteca civica. La seconda fu eseguita nel 1374 e vi si trova l'iscrizione "Franciscutius Ghissi de Fabriano"che si trova in S. Andrea (giÓ in sant'Agostino) a Montegiorgio. Le due opere sono accomunate da uno stile decorativo ed elegante, oltre che dal medesimo soggetto, da mettere in relazione con la dottrina dell'Immacolata Concezione cara agli ordini mendicanti. Questo medesimo soggetto ritorna anche in altre tavole riconducibili a Ghissi. Nella Pinacoteca civica di Fermo si trova una Madonna dell'UmiltÓ; un'altra Ŕ in sant'Agostino ad Ascoli Piceno; una terza si trova nella Pinacoteca Vaticana, che pu˛ essere considerata il suo capolavoro. Probabilmente Ghissi si Ŕ formato alla scuola di Allegretti Nuzi. A un periodo di collaborazione con Allegretto risalgono alcuni sportelli con Angeli e santi oggi nel Museum of fine arts di Houston. A questa collaborazione va riferito anche il trittico con i santi Nicola da Tolentino, Agostino e Stefano nella Pinacoteca di Fabriano e il dossale con la Crocifissione e Storie di san Giovanni Battista.

Difficile Ŕ verificare l'affermazione di D. Scevolini (1627) secondo cui il Ghiggi morý nel 1386 a Firenze, anche perchÚ altre testimonianze lo vorrebbero residente a Perugia nel 1389). Nella sua arte non mancano reminiscenze della pittura umbra, al punto da lasciar supporre un suo prolungato soggiorno nella cittÓ, dove si Ŕ voluto riconoscere la sua mano negli affreschi della cappella Guidalotti in S. Domenico e in quelli della cappella di S. Antonio Abate in sant'Agostino.