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PITTORI: Giotto

Agostino davanti al Cristo crocifisso, affresco di Giotto nella Cappella degli Scrovegni a Padova

Agostino davanti al Cristo crocifisso

 

 

GIOTTO

1305

Padova, Cappella degli Scrovegni

 

Agostino davanti al Cristo crocifisso

 

 

 

L'affresco di Giotto si trova nella Cappella degli Scrovegni a Padova e rappresenta sant'Agostino nel suo studiolo intento a scrivere mentre guarda con ardore un crocefisso. Il santo, che ha l'aureola sul capo, indossa la tipica cocolla nera dei monaci agostiniani eremitani. La sua presenza si giustifica soprattutto perché l'ideatore del ciclo giottesco fu un agostiniano.

La Cappella intitolata a Santa Maria della Carità, fu affrescata tra il 1303 e il 1305 da Giotto su incarico di Enrico degli Scrovegni, un ricchissimo banchiere padovano, che nel febbraio del 1300 aveva acquistato l'intera area dell'antica arena romana di Padova e vi aveva eretto un sontuoso palazzo, di cui la Cappella era l'oratorio privato e il futuro mausoleo della famiglia. Gli affreschi giotteschi costituiscono uno dei massimi capolavori dell'arte occidentale. La Cappella, capolavoro della pittura del Trecento italiano ed europeo, è considerato il ciclo più completo di affreschi realizzato dal grande maestro toscano nella sua maturità. Colore e luce, poesia e pathos, l'uomo e Dio, il senso della natura e della storia, il senso di umanità e di fede sono fusi assieme per narrare in un modo unico, irripetibile le storie della Madonna e di Cristo. Giotto termina gli affreschi della Cappella entro i primi mesi del 1306.

Giotto dipinse l'intera superficie con un progetto iconografico e decorativo unitario, ispirato da un teologo agostiniano di raffinata competenza, recentemente identificato in Alberto da Padova (1282-1323/28). Agostiniano e teologo di spicco del suo tempo, insegnò all'Università di Parigi per alcuni anni e spiegò con successo le Scritture sacre, finché non venne richiamato in Italia da Bonifacio VIII, che lo colle come predicatore presso la Corte Papale. Tra le fonti utilizzate nel programma iconografico vi sono molti testi agostiniani, i Vangeli apocrifi dello pseudo-Matteo e di Nicodemo, la Leggenda Aurea di Jacopo da Varazze e, per piccoli dettagli iconografici, le Meditazioni sulla vita di Gesù dello pseudo-Bonaventura. Si possono rintracciare anche testi della tradizione medievale cristiana, tra cui Il Fisiologo.

Nel 1305, quando i lavori per la Cappella stavano per concludersi, gli Eremitani, che vivevano in un convento li vicino, protestarono con veemenza perché la costruzione della Cappella, andando oltre gli accordi presi, si stava trasformando da oratorio in una vera e propria chiesa con campanile e forme ritenute, all'epoca, eccessivamente visibili. Fuori dai cancelli del parco della Cappella si può ammirare la Chiesa degli Eremitani.