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Chiese agostiniane: San Ginesio

La chiesa di S. Agostino a San Ginesio

La chiesa a San Ginesio

 

 

CHIESA DI SANT'AGOSTINO A SAN GINESIO

 

 

 

La chiesa di sant'Agostino, originariamente di stile romanico fu innalzata nel Duecento e dedicata a Maria Maddalena. Fu restaurata completamente nel 1756, come Ŕ ben espresso dalla iscrizione sulla porta d'ingresso. I lavori iniziarono nel 1753 e finirono nel 1756, dando alla chiesa l'aspetto barocco che conserva anche oggi. Il rifacimento della chiesa fu curato dall'architetto svizzero Carlo Antonio Sassi.

Il fianco destro esterno della chiesa mostra ancora i segni di un antico ingresso con archi e porticato. Il portale antico dell'ingresso principale, a fianco del chiostro, doveva avere un protiro con colonnine sorretto da leoncini in pietra. La chiesa attuale a forma di aula conserva nell'abside un quadro di S. Maria Maddalena ed un pregevole coro in noce, un organo secentesco e due cantorie.

La navata si sviluppa dall'altare maggiore tra stucchi e decori con la presenza di sei cappelle laterali. A sinistra, procedendo dall'abside, c'Ŕ la Cappella della Vergine del Carmine con una tela del pittore fermano Ricci. Segue la Cappella di sant'Andrea Apostolo. In questa cappella era esposta la tavola della battaglia tra Ginesini e Fermani, ora in Pinacoteca. La copia attuale Ŕ una stampa. La tela fu fatta dipingere dalla MunicipalitÓ a perpetua memoria dell'evento e in segno di gratitudine al Santo. La struttura narrativa introduce nel racconto la figura della "fornarina" che allerta la cittÓ e la salva dal pericolo.

In ultimo troviamo la Cappella dedicata a  San Tommaso da Villanova, eretta dall'abate Tamburelli nel 1662 con un quadro di Fabrizio Chiari (1615-1695). A destra, sempre procedendo dall'abside, si trovava la Cappella della Beata Vergine della Cintura, con un quadro del pittore fermano seicentesco Ricci, ora in Pinacoteca. Questa tela un tempo si poteva abbassare per permettere di vedere un affresco, oggi completamente visibile, della Vergine con Bambino. Si tramanda che questo affresco sia stato staccato dalla cella di S. Nicola da Tolentino, dove si trovava quando il Santo fu novizio in questo convento.

Segue la Cappella di S. Nicola da Tolentino, con un quadro di autore ignoto che sostituisce l'antica tavola fatta eseguire dal Cecapulli, cioŔ Paolo di Sanginesio (San Ginesio 1412 – Milano 1507), vescovo suffraganeo di Gabriele Sforza e dei successivi arcivescovi milanesi, priore di due importanti conventi agostiniani a Milano (S. Marco e S. Maria Incoronata), che si era adoperato per la realizzazione in essi delle relative biblioteche conventuali e di alcuni affreschi. L'ultima Cappella Ŕ dedicata a San Giovanni Facondo e conserva una tela del Ricci. In questa chiesa furono erette le Confraternite del Buon Ges¨, della SS. TrinitÓ e del Carmine.

Attualmente Ŕ sconsacrata ed Ŕ adibita ad Auditorium. Presso la chiesa sorgeva il chiostro dell'ex convento agostiniano. Il Convento che giÓ esisteva nel XIII secolo Ŕ stato trasformato nella sede dell'Istituto Magistrale e del Liceo Linguistico "A. Gentili."

Nel cortile del chiostro si trova un pozzo pi¨ noto come "acqua di San Nicola", che costituisce una tradizionale testimonianza della presenza in questo convento del famoso Santo tolentinate in questo convento. Nelle pareti del loggiato sono dipinti i principali fatti della vita di Sant'Agostino.