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Chiese agostiniane: Andria

Immagine della chiesa di sant'Agostino ad Andria

Chiesa di S. Agostino ad Andria

 

 

CHIESA DI S. AGOSTINO DI ANDRIA

 

 

 

Il destino di questa chiesa è legato ai Cavalieri Teutonici, che costruirono anche il convento, e la dedicarono al loro protettore S. Leonardo. Si pensa sia una delle più antiche della città (sec. XIII). Di queste origini ne parla P. Petrarolo nel suo volume "Andria dalle origini ai tempi nostri" (pubblicato ad Andria nel 1990 alle pag. 40, 56-57):

"... Herman von Salza . Era questi il capo dei Cavalieri teutonici, ai quali si attribuisce la costruzione in Andria della Chiesa e del Convento di S. Agostino. ... Il Duca Francesco I ... si diede a ricostruire Andria e a sostenere un più diffuso spirito religioso. Infatti, il 1358 invitò gli Agostiniani calzati a venire da Napoli, per stabilirsi nel Convento attiguo alla vecchia Chiesa di S. Leonardo, passata, dopo i Teutonici, ai Benedettini, che la consacrarono a S. Martino. Nel 1387 essi furono autorizzati dal Padre generale a vendere dei terreni per ricostruire la Chiesa, forse gravemente danneggiata dall'assedio (degli Ungheresi) del 1350, la quale fu condotta a termine solo il 1463, sotto Francesco II, e dedicata al loro fondatore S. Agostino."

Per un periodo breve fu legata ai benedettini ma, dopo la distruzione della città in seguito agli assedi del 1350, fu ricostruita dall'ordine degli Agostiniani Scalzi, per volontà del Duca del Balzo, che la dedicarono a sant'Agostino. Secondo una ricostruzione storica locale precettore della domus andriese nel febbraio 1196 fu Pietro di San Gregorio che compare in documento dell'epoca, sebbene nello stesso non vi sia alcuna indicazione di città, ma solo della chiesa di San Leonardo. Tuttavia, essendo il documento redatto a Canne, è assai probabile, data la vicinanza tra Canne e Andria, che la chiesa di San Leonardo citata sia quella di questa città piuttosto che l'omonima ecclesia presente a Barletta.

La chiesa rimase proprietà dell'Ordine cavalleresco sino al 1228/1229 quando l'imperatore Federico II di Svevia espropriò i possedimenti templari nel Regno di Sicilia. L'imperatore tedesco, legato all'ordine Teutonico che era formato da cavalieri germanici, donò la chiesa di San Leonardo a tale ordine che la consacrò al Salvatore. I cavalieri Teutonici, nell'insediarsi ad Andria, non sopportarono alcuna spesa poiché utilizzarono il convento lasciato dai Templari e vi restarono sino al 1358, quando la lasciarono agli Agostiniani che la dedicarono al loro fondatore e la ressero sino al 19 settembre 1809.

Di questo passaggio c'è testimonianza in uno scritto di M. Ferriello, dal titolo "Gli Agostiniani in Andria" (Libreria Ed. Fiorentina, Firenze, 1930):

"a dì 14 febbraio 1358, da Napoli, il R. mo P. Generale G. da Rimini destinava ... nel convento di Andria Frate Masella da Campania (Anno 1358 febbr. 14 Neapoli - Fecimus conventualem in provincia Regni Apulae Fratem Masellum de Campania in hec verba: Certis ex causis, te per nostras alias licteras removimus de Provincia Terre laboris, ... ideo te conventualem fecimus in conventu nostro Andrie, provinciae Apuliae ...) . Nello stesso anno e mese, il giorno 6, imponeva al Priore di Napoli, Fra Paolo di Aversa, ed al procuratore dello stesso convento, Fra Masella Macca, di restituire a Fra Giovanni di Bisceglie, Priore di Andria, il resto di quanto gli dovevano (Eodem anno et mense, die 6 Ibidem. ... prior loci Andria asserat coram nobis quod conventus neapolitanus teneatur sibi dare provisionem pro III annis de qua quidem provisionem non receperit nisi tarenos II, ...). Il detto Generale, a di 8 settembre 1359, da Padova, concedeva al P. Priore ed ai frati di Andria la licenza di vendere i possedimenti e le case meno utili, purché il prezzo ricavato venisse speso integralmente per la fabbrica di detto convento (Anno 1359, sept. S. Padue. Concessimus priori et fratribus conventus Andrie licentiam vendendi possessiones et domos minus utiles dicti conventus dummondo pretium inde habitum in hedifitio dicti conventus integraliter expendatur ...)."

Immagine della chiesa di sant'Agostino ad Andria

sculture sul portale

Gli Agostiniani, avvalendosi della tranquillità della Cosa Pubblica e della generosità di Francesco II del Balzo, si diedero premura di ultimare la chiesa, in modo che non trascorse tanto ad esser pronta per l'ufficiatura. A corona poi degli ingenti sacrifici sostenuti, fecero le consuete pratiche perché venisse consacrata. Il sacro rito si celebrò nella domenica II di ottobre del 1463, con solennità straordinaria, tra l'esultanza del Duca, dei Padri e della cittadinanza, durante il generalato del Rev. mo Al. Oliva, e sull'inizio del governo di Mons. Rogerius de Atella. Una lapide commemorativa si legge nel Coro: «Anno Incarnationis D. N. I. C. 1463 inditione XI consacrata fuit haec Ecclesia S. Augustini de Andria et fuit secunda dominica m. octobris dies consecrations huius Ecclesiae; nec non et per octavam sunt mille anni indulgentiae et totidem quadrag.».

La chiesa esiste ancora con la denominazione di S. Agostino ed è oggi retta dal clero secolare. Capolavoro di arte medioevale, la chiesa, di origini duecentesche, presenta una bella facciata con i portali di grande pregio. Quello principale, che si affaccia sulla piazza è datato intorno al secolo XIII. L'ornato del portale, largo 6 palmi e mezzo, è formato da lunghe fasce parallele, a cominciare dallo zoccolo ai capitelli.

Le fasce s'incurvano al di sopra dei capitelli formando un maestoso arco a sesto acuto. Una bellissima lunetta a bassorilievo è incastonata nel portale, rappresenta il Salvatore, a cui due Serafini, da ambo i lati, con turiboli offrono l'incenso. La scena è molto realistica: il fumo è imitato quasi alla perfezione. Il Salvatore vestito alla greca sta in atto benedicente con ai lati San Remigio (Vescovo di Reims) in mitra e pastorale e San Leonardo (protettore dei prigionieri) eremita dell'ordine Basiliano, vestito di cappotto e scapolare con cappuccio in testa ed in mano una catena. I due leoni, purtroppo mal conservati, e le due colonne probabilmente poste sul sagrato, sostenevano un portico, di limitata ampiezza e profondità (protiro) a protezione del portale. Su uno dei capitelli delle colonne troneggia lo stemma dei Del Balzo.

Il portale laterale riporta lo stemma gigliato dei D'Angiò e lateralmente quelli della città di Andria con il leone rampante e del Vescovo Florio, con una vitella che porta un albero. Sono presenti anche le aquile dei Cavalieri Teutonici. Non si conosce l'artista che concepì ed eseguì questo capolavoro. Sui lati sinistro e destro del portale si notano i resti di due leoni stilofòri. Sul pronao si alzano due colonne con capitelli, uno di ordine toscano e l'altro di ordine corinzio. Su quest'ultimo si vedono scolpiti due scudi, il primo con dei gigli, mentre l'altro porta una stella con la lettera B, che ricorda lo stemma della nobile famiglia Del Balzo.