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Chiese agostiniane: Norcia

Portale della chiesa di sant'Agostino a Norcia, foto di Renzo Proserpio

Portale della chiesa di sant'Agostino a Norcia

 

 

CHIESA DI S. AGOSTINO DI NORCIA

 

 

 

La prima notizia riguardante una comunità agostiniana insediata nel territorio di Norcia (S. Biagio di Campi) risale al 1245. un'altra notizia del 1281 si riferisce specificamente al convento della città. L'edificio della chiesa di sant'Agostino a Norcia fu eretta nel 1134 ma subì un notevole ampliamento nel XIV sec. in forme gotiche. La chiesa fu nuovamente ristrutturata nel Seicento seguendo i canoni artistici del barocco. La chiesa è caratterizzata da un portale ogivale nella cui lunetta compare un affresco del 1388 che raffigura una Madonna col Bambino e i ss. Agostino e Nicola da Tolentino.

Il portale ripete gli stessi motivi di quello della chiesa di S. benedetto sempre in Norcia e si può supporre che il lavoro sia opera delle stesse maestranze. I due fianchi della chiesa sono coronati per tutta la lunghezza da una cornice gotica a livello di gronda che indica l'altezza originaria dell'edificio. Sul fianco sinistro si aprono due monofore con ghiera fogliata chiuse nel 1600 quando l'interno venne ristrutturato.

Verso l'abside, di poco interrata, si apre la porta laterale che risale al 1300. L'esterno dell'abside, di pianta rettangolare, mantiene la cortina d'origine per l'altezza di qualche metro. La parte superiore come pure il campanile a vela sono rifacimenti della seconda metà del '700. Una delle tre campane è di foggia tubolare e porta un'iscrizione gotica del XV secolo. Le colonnine, i capitelli e le ghiere della porta sono decorate a motivi fitomorfi. La controfacciata è rivestita di affreschi votivi dei secoli XIV-XVI visibili fino all'altezza della cantoria che ne interrompe lo sviluppo. L'interno è a navata unica con copertura a capriata; nel ‘600 furono eretti diversi altari lignei, mentre il presbiterio fu ricostruito nel ‘700. Sulla parete destra nel nicchione presso l'ingresso si legge un affresco che mostra la Madonna col Bambino, san Giovanni Battista, sant'Antonio abate e il Padre eterno tra due angeli oranti. Si tratta di una raffinata opera che fu fatta eseguire nel 1502 da G. B. di Caterino da Castel Monte Precino (Castelluccio) grazie all'intervento di un artista locale vicino allo stile del Pinturicchio. Presso il presbiterio si scopre una tela di V. Manenti che raffigura il martirio (crocifissione) di san Pietro, opera del XVII secolo.

Affreschi all'interno della chiesa

Affreschi all'interno della chiesa

L'abside è chiuso da due sportelli conserva i resti di un interessante affresco di un pittore camerinese del XVI sec. sempre nell'abside ci sono altri affreschi del Quattrocento e, presso l'altare maggiore, è conservata la Pietà e Santi di Gaspare Celio, databile intorno al 1613. L'altare proviene dalla chiesa di S. Benedetto da cui venne rimosso in seguito alla recente riforma liturgica.

La piccola lapide del 1747 che nomina i committenti è stata inserita nel paramento posteriore della mensa. Il soprastante crocifisso, intaglio di artigianato locale, risale alla prima metà del secolo XVI. Presso la porta d'ingresso si possono ammirare molti dipinti del 1457-63 attribuiti a G. Sparapane. Lungo la parete sinistra nel primo nicchione si trova un dipinto con san Rocco, san Sebastiano e santa Barbara, opera di un artista del primo Seicento. Nel secondo nicchione si può vedere una Madonna col Bambino, S. Antonio abate, S. Claudio e l'Incoronazione della Vergine. Nel cartiglio (1497) è difficilmente individuabile l'intero nome del pittore, di cui è certo solo il nome Giovanni Battista, che è forse il fratello di Giacomo Giovannofrio, che ha firmato gli affreschi sul lato opposto (1512). Indagini d'archivio hanno permesso di precisare l'identità e il rango del committente: si tratta di Perus Hiovannes Verrutii, agiato commerciante di bestiame e come tale devoto di S. Antonio ai cui piedi si è fatto effigiare. Sempre lungo la parete sinistra si notano pitture murali del 1541, eseguite da G. Angelucci della scuola di Mevaletra: splendido è il suo affresco che riproduce santa Caterina d'Alessandria, sant'Antonio da Padova, sant'Amico e la traslazione della Casa di Loreto. Figure di S. Amico e S. Barbara risalenti al 1479 si scorgono alla base della nicchia.

Poco discosto, l'altare di S. Antonio da Padova porta in alto le lettere Gio. Maria fecit f. e l'anno 1636, che permette di datare quella grandiosa mostra lignea. Tra la porta laterale e l'arco dell'abside, in una cornice di stucco si nota una Madonna in Gloria e santi, una tela firmata da Anastasio Fonte. Buonte Florentino fecit. Nel catino dell'abside è raffigurata l'Incoronazione della Vergine, dipinta nel 1497 da Giovanni Battista di Giovannofrio. In un piccolo armadio a muro dell'abside si vedono avanzi di decorazione pittorica del 1442, eseguita da vari artisti, tra cui Nicola da Siena. La cantoria e la mostra dell'organo in noce sono da ricondurre alla metà del secolo XVII come pure l'altare di san Rocco. Di una coppia d'organi ordinati a Foligno per la chiesa di S. Agostino si ha notizia nel 1385. Il vano dell'ampia sagrestia presenta una delle rare volte a crociera ancora esistenti in città e risale al XV secolo.