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PITTORI: Lanzani Bernardino

S. Agostino, la Vergine in trono e sant'Ambrogio

S. Agostino, la Vergine in trono e sant'Ambrogio

 

 

LANZANI BERNARDINO

1508-1510

Pavia, chiesa di S. Maria del Carmine

 

Madonna con Bambino in trono, Sant'Agostino, Sant'Ambrogio

 

 

 

Il polittico dipinto da Bernardino Lanzani verso il 1508-1510 per la chiesa di S. Maria del Carmine a Pavia, raffigura  la Madonna con il Bambino in trono, assieme ai santi Agostino ed Ambrogio. Nella cimasa troviamo altre scene che presentano il Cristo in pietà, con la Madonna dolente e San Giovanni Evangelista. Una scritta, spiega bene il motivo dell'esistenza del dipinto: NOS CREDIMUS NATUM DEI, PARTUMQUE VIRGINIS SACRAE, PECCATA QUI MUNDO TULIT AD DEXTERAM SEDENS PATRIS.

Santa Maria del Carmine è una delle più grandi chiese di Pavia e nello stesso uno dei migliori esempi architettonici del gotico lombardo. Iniziata nel 1374 per volontà di Gian Galeazzo Visconti su progetto attribuito a Bernardo da Venezia, la sua costruzione proseguì lentamente. Fu ripresa nel 1432 ed ultimata solo nel 1461. L'imponente facciata, che domina l'omonima piazza,evidenzia nella sua forma slanciata a capanna un'ispirazione architettonica romanica, ma le decorazioni sono proprie del gotico lombardo.

Nella pala Agostino è raffigurato come vescovo e si accoppia ad Ambrogio, da cui ricevette il battesimo nel 387 d. C.

 

 

Bernardino Lanzani

Nato a San Colombano al Lambro verso il 1460, fin da giovane fu allievo e poi seguace di Ambrogio da Fossano detto il Bergognone. La sua prima citazione è del 1490, quando il 13 dicembre Bartolomeo Calco, segretario di Ludovico il Moro scrive al Podestà di Castel San Giovanni perché gli mandi subito il maestro Bernardino da San Colombano per dipingere la Sala grande del Castello. Lanzani lavorò anche a Pavia realizzando per la Chiesa di Santa Maria del Carmine un trittico a tempera su tavola, raffigurante la Madonna in trono tra i santi Agostino e Ambrogio, sopra riprodotta. Nel 1525 si trasferisce a Pieve Porto Morone nella casa di Bartolomeo de Lossano, ma litiga con il suo ospite e, afferrato un coltello lo ferisce gravemente. Pochi giorni dopo il "de Lossano" muore e Bernardino è costretto a fuggire. Nel processo che ne segue viene condannato a morte in contumacia e alla confisca di tutti i beni. Dapprima trova ricovero presso i Benedettini di S. Salvatore a Pavia, poi si sposta a Bobbio, dove affresca la nuova Abbazia di San Colombano che i Benedettini di S. Giustina di Padova hanno costruito con l'aiuto finanziario dei monasteri benedettini d'Italia. L'artista prevede di concludere il lavoro alla fine del 1527. Nell'Annunciazione Bernardino sfoga l'accoramento che affligge la sua anima: si sente vecchio e tale si dipinge nell'autoritratto inserito nell'arco, sopra la Cappella maggiore della Basilica. L'affresco posto sull'arco della Cappella grande della Basilica è la sua opera più importante per l'ampiezza dello spazio e per il ritmo della distribuzione dei personaggi. Raffigura Papa San Gregorio Magno, vestito di abiti pontificali e seduto in trono. A Milano e a Pavia Lanzani conobbe Bramante e Leonardo, ma nel periodo migliore della sua attività, fra la fine del Quattrocento e i primi decenni del Cinquecento, il suo stile si pone fuori della cultura lombarda, pur conservandone gli schemi. Le immagini di Lanzani sono comunque il frutto di una crisi profonda. Nel 1527 ha quasi settant'anni e probabilmente muore. Dopo quella data infatti di lui non si ha più alcuna notizia.