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PITTORI: Torresani Lorenzo

Sant'Agostino e i Dottori della Chiesa

Sant'Agostino e sant'Ambrogio con i Dottori della Chiesa

 

 

TORRESANI LORENZO

1520-1530

Narni, chiesa di Sant'Agostino

 

Sant'Agostino e i Dottori della Chiesa

 

 

 

L'affresco che raffigura il Cristo Redentore benedicente con angeli, Evangelisti, Dottori della Chiesa, profeti e Santi si trova nella volta della cappella di S. Sebastiano nella chiesa di sant'Agostino a Narni.

Dipinto verso il 1520-1530 l'affresco Ŕ attribuito dalla letteratura a Bartolomeo e  Lorenzo Torresani, due pittori minori dell'Umbria cinquecentesca.

La chiesa di sant'Agostino Ŕ stata edificata nel primo Trecento dai frati agostiniani. La chiesa attuale presenta una facciata nuda ed un singolare ingresso. All'interno, essa si presenta a tre navate, divise da due file di pilastri sottili e slanciati. Il soffitto ligneo contiene una gigantesca tela raffigurante la Gloria di Sant'Agostino.

L'affresco in una vela presenta le figure di Agostino e Ambrogio. Entrambi sono seduti su una nuvola ed hanno alle spalle un cielo azzurro stellato che riprende motivi arcaici. Agostino, a sinistra, sta sfogliando un grande libro aperto sulle ginocchia. Sotto un bianco manto vescovile indossa la tipica tunica nera dei monaci agostiniani, secondo l'abituale schema iconografico che vuole il santo quale fondatore dell'ordine che porta il suo nome e ne segue la regola. In testa porta la mitra avvolta da un nimbo. Il viso ha un aspetto maturo, serio e dallo sguardo profondo, con una folta barba grigiastra riccioluta.

 

 

Lorenzo Torresani

Bartolomeo e Lorenzo Torresani, pittori veronesi, furono attivi a Rieti ed in Sabina intorno alla metÓ del XVI secolo.

Bartolomeo e Lorenzo Torresani dimostrano di conoscere ed imitare i grandi modelli del Beato Angelico, del Signorelli e di Michelangelo, riproponendo alcuni elementi che costituiscono riprese della Cappella di San Brizio del Duomo di Orvieto e della Cappella Sistina di Roma. A Rieti affrescarono l'oratorio di san Pietro tra il 1552 e il 1554, su richiesta della confraternita dei mercanti, intitolata a san Pietro Martire.