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PITTORI: Eugène-Ulysse Maillart

Battesimo di Agostino

Battesimo di Agostino

 

 

MAILLART EUGENE-ULYSSE

1874

Parigi, chiesa di sant'Agostino

 

Battesimo di Agostino

 

 

 

La tavola che descrive il battesimo di sant'Agostino si trova nella navata centrale della chiesa di sant'Agostino a Parigi. E' stata dipinta da Eugène-Ulysse Maillart (1840-1926) pittore francese attivo per più di mezzo secolo, ritrattista, paesaggista, illustratore delle grandi case di edizione di Parigi, autore di cartoni per arazzi e vetrate, ma anche insegnante e professore al Manifatture Gobelins.

La struttura della scena riprende con qualche aspetto di forte dinamicità d'azione l'impostazione generale adottata nei secoli dagli artisti per descrivere questa scena. Al centro sant'Ambrogio ritto in piedi sta impartendo il battesimo ad Agostino, seminudo immerso in una vasca battesimale. Assieme a lui si osserva anche il figlio Adeodato. Sulla destra, assieme a un gruppo di donne, alza le mani al cielo Monica che ringrazia per la scelta fatta dal figlio di convertirsi al cristianesimo.

Una folla di personaggi assiste alla scena, mentre in primo piano un gruppo di angeli musicanti partecipa alla festa.

 

Il battesimo è l'esito finale di un lungo percorso che condusse Agostino ad abbandonare l'insegnamento di retorica. Il santo lasciò tutto, ritirandosi insieme alla madre, il figlio ed alcuni amici, ad una trentina di km. da Milano, a Cassiciaco, l'attuale Cassago Brianza, in meditazione e in conversazioni filosofiche e spirituali; volle sempre presente la madre, perché partecipasse con le sue parole sapienti.

Era venuta intanto la primavera; al principio della quaresima, Agostino ritornò dunque a Milano, con Alipio e Adeodato, per ottenere l'iscrizione tra i competentes, i catecumeni cioè ritenuti maturi che avrebbero ottenuto il battesimo per la Pasqua successiva. A Milano partecipò con il vescovo Ambrogio a una preparazione specifica al Battesimo, che Agostino seguì con il figlio Adeodato e l'amico Alipio. E nella notte sul 25 aprile 387, giorno di Pasqua, egli otteneva il lavacro rigeneratore, per mezzo di Ambrogio. Agostino ricevette il battesimo insieme all'amico Alipio che era stato convertito dalle prediche di S. Ambrogio, e ad Adeodato, figlio dello stesso Agostino, natogli mentre era ancora filosofo pagano. Allora S. Ambrogio secondo quello che lui stesso dice, gridò: Te Deum laudamus. S. Agostino seguitò: Te Dominum confitemur.

Si tratta di una leggenda tardiva che attribuisce ai due santi, uniti in questa circostanza solenne, la composizione del Te Deum, di cui ciascuno avrebbe cantato, improvvisandola, una strofa.

Non è che una leggenda dell'alto Medioevo, ma molto bella, e piena di significato.

 

Giunto il momento in cui dovevo dare il mio nome per il battesimo, lasciammo la campagna e facemmo ritorno a Milano. Alipio volle rinascere anch'egli in te con me. Era già rivestito dell'umiltà conveniente ai tuoi sacramenti e dominava così saldamente il proprio corpo, da calpestare il suolo italico ghiacciato a piedi nudi, il che richiede un coraggio non comune. Prendemmo con noi anche il giovane Adeodato, nato dalla mia carne e frutto del mio peccato. Tu l'avevi ben fatto. Era appena quindicenne e superava per intelligenza molti importanti e dotti personaggi.

AGOSTINO, Confessioni 9, 6, 14

 

Eugène-Ulysse Maillart

Nato nel 1840 a La Chaussee-du-Bois-d'Écu nell'Oise in una famiglia modesta di contadini frequentò la Scuola Imperiale di Disegno e la Scuola Nazionale di Belle Arti di Parigi nello studio di Léon Cogniet. Vinse il Gran Prix di Roma per la pittura nel 1864, all'età di 23 anni. Dopo il suo ritorno a Parigi nel 1869 divenne professore di disegno presso le Manifatture Nazionali des Gobelins, attività che svolse per 50 anni. Ha partecipato alla decorazione di diversi edifici pubblici parigini, tra cui ricordiamo i dipinti per la chiesa di S. Agostino, dove realizzò le tele con il Battesimo di sant'Agostino e la morte di santa Monica. Nella sua attività artistica è sempre stato circondato da molti studenti, tra cui una ragazza rumena, Julie Hasdeu che racconta, in una voluminosa correspondance, la sua vita parigina e l'insegnamento del maestro. Eugène-Ulysse Maillart morì a Parigi nel 1926 e fu sepolto nel cimitero di Montparnasse con la moglie Alzire Demontreuille e i due figli, Roger ed Eva, che morì all'età di soli diciannove anni. La sua tomba è abbellita da un busto dello scultore Henri-Léon Gréber.