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PITTORI: Benozzo Gozzoli

Madonna in trono col Bambino tra i santi Giovanni Battista, Maria Maddalena, Agostino e Marta di Benozzo Gozzoli a san Gimignano

Madonna in trono con Agostino e altri santi

 

 

BENOZZO GOZZOLI

1466

San Gimignano, Pinacoteca Civica

 

Madonna in trono col Bambino tra i santi Giovanni Battista, Maria Maddalena, Agostino e Marta

 

 

 

Benozzo soggiornò a San Gimignano per circa quattro anni e dopo i lavori al ciclo di affreschi per il coro di Sant’Agostino abitò "in casa di Bartolo di Gimignano" cioè in casa Mainardi, una delle più prestigiose famiglie locali, da cui nacque il pittore Bastiano, allievo e poi genero di Domenico Ghirlandaio. Quasi sicuramente in questa abitazione Benozzo allestì anche la sua bottega, dove realizzò alcuni dipinti su tavola: la Madonna in trono col Bambino tra i santi Giovanni Battista, Maria Maddalena, Agostino e Marta eseguita nel 1466 per la chiesa conventuale di Santa Maria Maddalena, oggi conservata al Museo Civico, e un’altra pala con la Madonna dell’umiltà tra i santi Andrea e Prospero commissionatagli nel 1466 da Girolamo Niccolai sacerdote e rettore della chiesa di Sant’Andrea, una piccola parrocchia ubicata nei dintorni della città. Di questo periodo sono infine due scomparti di una medesima predella facente parte di una pala non ancora rintracciata, raffiguranti Santa Fina con santa Maria Maddalena e San Girolamo con san Bartolo, conservati rispettivamente ad Avignone, presso il Musée du Petit Palais, e a Madrid, nella collezione Thyssen.

La devozione per la Vergine fu un carattere specifico dell'ordine agostiniano. Già Agostino, nei suoi scritti, esaltò le virtù, affermando inseparabile la sua azione da quella di Cristo e proponendola come modello per tutti i credenti. Agostino si fece veicolo di precisi contenuti dottrinari che ebbero lo scopo di confutare le tesi eterodosse diffuse a quei tempi. Agostino ribadì ripetutamente e con chiarezza i concetti della maternità fisica e insieme divina di Maria nonché la sua verginità, che ne fanno il simbolo della Chiesa, nello spirito vergine, per integrità e pietà, e madre nella carità.

Nella Madonna, Agostino vede sintetizzate meravigliosamente la perfezione della Grazia di Dio e della libertà umana. Su questo punto ci possono essere degli equivoci e pensare che l'influsso della Grazia di Dio possa diminuire la libertà dell'uomo. In verità, come Agostino ha cercato di far capire, si tratta di due realtà che si richiamano a vicenda: più la libertà umana è corroborata dalla Grazia di Dio e più è libera dalle forze che la indeboliscono e le impediscono di scegliere il bene, più la Grazia di Dio invade un'anima e più le sue facoltà si dispiegano in tutta la loro potenza. Nella Madonna, allora, tutto è Grazia, tutto è dono che viene da Dio: questo ci spiega la grandezza della Vergine Maria. Nella Madonna, però, tutto è allo stesso tempo frutto del suo libero consenso al progetto di Dio: questo ci dà ragione della santità eccelsa della Vergine Maria.