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PITTORI: Fantoni Andrea

Sant'Agostino vescovo e Dottore della Chiesa

Sant'Agostino vescovo e Dottore della Chiesa

 

 

FANTONI ANDREA

1712

Alzano Lombardo, Basilica Minore di San Martino di Tours

 

Sant'Agostino vescovo e Dottore della Chiesa

 

 

 

Andrea Fantoni realizz˛ questa statua per la Basilica Minore di san Martino di Tours nel 1712. La figura di sant'Agostino Ŕ una scultura che fa parte del pulpito attribuito oltre cha a Fantoni anche a Giovanni Battista Caniana. Realizzata in marmo di Carrara la statua misura cm 55x20 e si trova in buono stato di conservazione.

Sant'Agostino Ŕ qui raffigurato come vescovo: in testa porta la mitra mentre con la mano sinistra regge in mano un voluminoso libro chiuso. Un ampio manto lo copre fino ai piedi. Il viso del santo Ŕ coperto da una folta barba riccioluta.

Agostino viene frequentemente raffigurato nelle sue vesti di vescovo e di Dottore della Chiesa. Spesso Agostino Ŕ associato ad altri santi e soprattutto agli altri tre Dottori Gerolamo, Ambrogio e San Gregorio Magno. Con questi ultimi fu praticamente raffigurato in tutte le chiese cristiane d'Occidente sui piloni o sulle volte del presbiterio e della navata centrale. Appare vestito sia da vescovo che da monaco che da canonico; talvolta ha una chiesa in mano, altre volte un libro, una penna o un cuore. Il significato di questo tema iconografico Ŕ chiarissimo: Agostino Ŕ stato uno dei vescovi che ha maggiormente difeso la Chiesa in tutti i suoi scritti e soprattutto con tutta la sua anima e il suo cuore.

Il primo a parlare di Agostino come Dottore della Chiesa fu Beda il Venerabile che lo elenc˛ assieme ai santi Gerolamo, Ambrogio e Gregorio papa in un suo scritto dell'VIII secolo. Questo elenco fu approvato il 24 settembre 1294 con lettera di conferma liturgica di papa Bonifacio VIII stilata ad Anagni.

 

 

 

Andrea Fantoni

Andrea Fantoni (1659-1734) proviene da una famiglia di artisti, che lavorarono in una bottega rinomata nel nord Italia. Andrea Fantoni Ŕ l'esponente pi¨ rinomato, dotato di un'ottima educazione artistica. Cresciuto alla scuola di Pietro Ramus di M¨, si rec˛, da giovane, a Parma dove lavor˛ a Palazzo Ducale. Tornato in paese, riuscý a portare la sua bottega ad altissimi livelli di prestigio. Alla sua morte, avvenuta nel 1734, lasci˛ la gestione della bottega ai fratelli ed al nipote Grazioso Fantoni. La principale committenza di questi grandi intarsiatori furono le chiese bergamasche, della valle Seriana e della valle Camonica.

A Bergamo si trovano sue opere nella Basilica di Santa Maria Maggiore (un confessionale), nel Duomo di Sant'Alessandro (i pannelli marmorei raffiguranti la i sette dolori della Madonna) e nel museo diocesano di Arte Sacra e nella chiesa di Sant'Alessandro della Croce (altare in marmo intarsiato).

Ad Alzano Lombardo, nella Basilica di San Martino, realizz˛ il pulpito in marmi policromi e le tre sagrestie con statue barocche, stucchi e bassorilievi raffiguranti scene religiose ed intarsi lignei. A Rovetta, suo paese natale, nella chiesa parrocchiale di Tutti i Santi, realizz˛ l'altare maggiore in marmo con tabernacolo, due angeli adoranti, un bassorilievo (l'Annunciazione), un altorilievo (la nascita di Maria) e numerose altre opere lignee. Nella chiesa dei Disciplini si conserva un gruppo di statue di grandezza naturale raffiguranti il Cristo ed altre tradizionali figure. A Clusone nella Basilica di Santa Maria Assunta suo Ŕ l'altare maggiore, sue le cinque statue del coro, gli intagli policromi e le cariatidi del pulpito realizzate in marmo. A Cerete, nella Chiesa di San Vincenzo martire Ŕ conservato il Cristo Grande e a Cerete Alto produsse il progetto architettonico la nuova Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo e il relativo altare maggiore. Nel suo paese d'origine, Ŕ visitabile il museo Fantoni, dove si possono vedere i locali in cui visse, con migliaia di disegni, numerose opere in svariati materiali (legno, marmo, terracotta, gesso), oltre a documenti che attestano le attivitÓ della bottega e gli attrezzi utilizzati. Interessanti sono pure le opere che lasci˛ in valle Camonica, a Cerveno e Zone e in Valcalepio nel paese di Chiuduno.