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PITTORI: GImignani Ludovico

Trinità e i santi Agostino e Monica

Trinità e i santi Agostino e Monica

 

 

GIMIGNANI LUDOVICO

1695

Roma, chiesa di S. Rita delle Vergini

 

Trinità e i santi Agostino e Monica

 

 

 

L'affresco, opera di Lodovico Gimignani, raffigura la Trinità e i santi  Agostino e Monica ed è stato realizzato nel sottarco della chiesa di santa Rita a Roma, la ex chiesa di S. Maria delle Vergini. Questa chiesa fu costruita nel 1615 col titolo di santa Maria delle Vergini sull'area di una preesistente chiesa dallo stesso nome affidata alle cure delle monache Agostiniane del vicino collegio della Madonna del Rifugio. Vent'anni dopo fu ricostruita (1634-1636) perché troppo piccola per le esigenze del collegio e nel 1660 venne finalmente ultimato il convento delle monache. La chiesa, con il monastero, rimase alle Agostiniane fino al 1870, quando gli edifici vennero confiscati dallo Stato italiano. Nel 1904, quando la chiesa di santa Rita da Cascia in Campitelli, alle pendici del Campidoglio, fu smontata per la costruzione del monumento a Vittorio Emanuele II, il tempio di santa Maria delle Vergini venne riaperto al pubblico per ospitare la Confraternita della Santa Spina della Corona di Nostro Signore Gesù Cristo e di santa Rita da Cascia. Così la chiesa fu riconsacrato e dedicato a santa Rita da Cascia.

 

C'è un misterioso processo che avviene in Dio. Il Vangelo ci dice che Gesù di Nazareth era il Figlio di Dio. Ma che cosa significa? Che cosa vuol dire che Cristo e il Padre sono uno solo? L'interezza del messaggio cristiano sta proprio in questa unità, che si realizza sulla croce, grazie alla morte di Gesù, in quanto uomo. A questo proposito l'intelletto umano può trovare solo analogie. E il genio di Agostino ha esposto, in quindici analisi incredibilmente valide, il suo modo di approssimarsi a questo mistero dell'incarnazione di Dio e dello Spirito Santo. Di questi 15 libri possiamo qui prenderne in esame solo uno, e anch'esso solo per brevi cenni. Che cosa c'è di più misterioso dell'incarnazione di Dio?

D'altra parte fuori di te non esisteva nulla, da cui potessi trarre le cose, o Dio, Trinità Una e Trinità trina. Perciò creasti dal nulla il cielo e la terra ... Tu sei onnipotente e buono, per fare tutto buono, il cielo grande, come la piccola terra. C'eri tu e null'altro.

AGOSTINO, Confessioni 12, 7, 7

 

 

Ludovico Gimignani

Nacque a Roma nel 1643, figlio di Giacinto, pittore, e di Cecilia Turchi. Sappiamo che fu tenuto a battesimo da Caterina Tezi, moglie di Gian Lorenzo Bernini, e da Giulio Rospigliosi (il futuro papa Clemente IX). Suo padre Giacinto Gimignani (1606-1681) fu uno dei principali alunni della scuola di Pietro da Cortona. Fu attivo principalmente a Roma durante il Barocco e venne influenzato da Gianlorenzo Bernini da cui apprese una fluidità di stile e di tocco. Ebbe numerose commissioni e fu attivo nel dipingere pale d'altare in diverse chiese di Roma. Importanti sono un Battesimo di Costantino e una Storia di San Silvestro entrambe conservate nella chiesa di San Silvestro in Capite. Sempre a Roma dipinse un Angelo Guardiano per la chiesa di san Crisogono e un ritratto di ragazzo con un levriero conservati entrambi a Palazzo Rospigliosi-Pallavicini in piazza del Quirinale, una pala d'altare per il battistero di Sant'Andrea delle Fratte. Fra i suoi capolavori si rammenta la pala d'altare di Santa Maria Maddalena de Pazzi.

Tra il 1680 e il 1686 Gimignani terminò la decorazione per la cappella Aquilanti a santa Maria in Montesanto, eretta da Carlo Rainaldi e decorata con stucchi di Filippo Carcani. Essa comprende la pala d'altare con santa Maria Maddalena dei Pazzi che riceve il velo dalla Vergine e i quadri laterali raffiguranti rispettivamente La comunione di santa Maria Maddalena dei Pazzi sulla parete destra, e L'apparizione di sant'Agostino a santa Maria Maddalena dei Pazzi sulla parete sinistra. La volta della cappella è affrescata con la Gloria di Cristo fra gli angeli. Nelle tele si ravvisano forti derivazioni dalle opere eseguite per la committenza Rospigliosi in occasione della canonizzazione della santa. Gimignani morì nel 1697 a Zagarolo, presso Roma, nel feudo dei Rospigliosi.