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PITTORI: Anonimo di Maiorca

Agostino contempla l'apparizione della Vergine

Agostino contempla l'apparizione della Vergine

 

 

ANONIMO DI MAIORCA

XVII secolo

Palma de Maiorca, chiesa di N. S. della Concezione

 

Agostino contempla l'apparizione della Vergine

 

 

 

 

L'anonimo pittore di Maiorca ha immaginato Agostino nel suo studio intento a scrivere, quando in una nube gli appare, come in sogno, la presenza della Vergine Maria con in braccio il Bambino Ges¨. Secondo la leggenda maria sarebbe apparsa ad Agostino presentandogli il figlio Ges¨.

E' un omaggio alla dedicazione del convento e della chiesa agostiniana di Maiorca dedicata a Nostra Signora della Concezione.

 

Uno degli aspetti messi in rilievo dagli iconografi del santo, da solo o assieme ad altri, Ŕ la sua attitudine alla preghiera. Per Agostino essa era strumento per parlare con Dio ed avvicinarsi ai misteri della Incarnazione, oltre che mezzo per esprimere pienamente la propria umanitÓ. La preghiera Ŕ anche il modo per rapportarsi agli uomini cercando di stimolarli ad avvicinarsi a Dio.

 

Intorno al 416 Agostino compone il "Commento al Vangelo di Giovanni". Frutto non di un lavoro "a tavolino", ma nato nella predicazione liturgica al popolo di Dio, Agostino sceglie non casualmente di commentare il quarto Vangelo. Nella convinzione infatti che il fine dell'esegesi Ŕ la caritÓ e che la predicazione Ŕ il momento adatto alla dispensazione della parola di Dio, un modo per trasmettere ai fedeli ci˛ che lo Spirito gli aveva ispirato, tra i quattro Vangeli quello di Giovanni si dimostra per la ricchezza dottrinale e la profonditÓ dei temi spirituali, il pi¨ adatto a offrire una parola di Dio ricca ed efficace per la formazione cristiana dei fedeli. E' nel Commento 119 che troviamo questo brano che riguarda Maria:

 

"Ma in che senso Giovanni prese con sÚ la madre del Signore? Non era egli forse uno di coloro che avevano detto al Signore: Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito (Mt 19, 27)? Ma ad essi il Signore aveva anche risposto che qualunque cosa avessero lasciato per seguirlo, avrebbero ricevuto, in questo stesso mondo, cento volte tanto (cf. Mt 19, 29). Quel discepolo pertanto conseguiva il centuplo di quello che aveva lasciato, fra cui anche il privilegio di accogliere la madre del donatore.

Il beato Giovanni aveva ricevuto il centuplo in quella societÓ, nella quale nessuno diceva proprio qualunque suo bene, in quanto tutto era comune a tutti; come appunto si legge negli Atti degli Apostoli. E cosÝ gli Apostoli non avevano niente e possedevano tutto (cf. 2 Cor 6, 10). In che modo, dunque, il discepolo e servo ricevette la madre del suo maestro e Signore tra i suoi beni, in quella societÓ dove nessuno poteva dire di avere qualcosa di suo? Poco pi¨ avanti, nel medesimo libro, si legge: Quanti possedevano terreni e case, li vendevano e ne portavano il ricavato e lo deponevano ai piedi degli Apostoli; ed esso veniva man mano distribuito a ciascuno proporzionalmente al bisogno (At 4, 34-35).

Da queste parole si pu˛ arguire che a questo discepolo venne assegnato quanto personalmente egli aveva bisogno e in pi¨ quanto gli era necessario per il mantenimento della beata Maria, considerata come sua madre. Non Ŕ forse questo il senso pi¨ ovvio della frase: da quel momento il discepolo la prese in casa sua, che cioŔ egli prese su di sÚ l'incarico di provvedere a lei in tutto? Egli se la prese con sÚ, non nei suoi poderi, perchÚ non possedeva nulla di proprio, ma tra i suoi impegni, ai quali attendeva con dedizione."

AGOSTINO, Commento al Vangelo di Giovanni, 119, 3