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PITTORI: Elias Christoph Heiss

Sant'Agostino e il mistero della Trinità stampa di Heiss

Sant'Agostino e il mistero della Trinità

 

 

HEISS ELIAS CHRISTOPH

1713

Praga, Biblioteca Nazionale della Repubblica Ceca

 

Sant'Agostino e il mistero della Trinità

 

 

 

Questa stampa a mezzatinta dell'artista Elias Christoph Heiss (1660-1731) venne pubblicata nel 1713 ad Augsburg dall'artista stesso. Attualmente è conservata a Praga nella Biblioteca Nazionale della Repubblica Ceca. Titolo dell'opera è SANCTUS AUGUSTINUS DOCTOR ECCLESIAE, ma in realtà il soggetto è più specificamente correlato alle ricerche e agli studi che Agostino condusse sul mistero della Trinità. Il fanciullo a destra con le ali di un angelo, che gira attorno al santo pensoso, richiama una famosa leggenda medioevale dove si descrive l'incontro di Agostino sulla riva del mare con un bambino che cerca di versare l'acqua del mare in una buca con un cucchiaio.

Qui Agostino non si rivolge direttamente al bambino, ma il suo sguardo è rivolto verso l'alto nell'estremo tentativo di penetrare il mistero trinitario.

Il santo è seduto e appoggia il braccio destra su una scrivania dove è appoggiato un calamaio con una penna. Ai suoi piedi sono stati deposti del libri chiusi, mentre un altro, aperto, è trattenuto sulle gambe dalla mano sinistra. Il santo ha un aspetto dinamico accentuata dalla leggera torsione del busto che gli consente di alzare il viso verso l'alto. Il suo sguardo è intenso in un viso dolce e armonico per quanto già di persona matura. Un'aureola gli cerchia il capo e la mitra, mentre una folta barba gli scende riccioluta dal mente fino al petto. E' vestito con gli abiti episcopali e la mitra, simbolo della sua dignità ecclesiastica, è appoggiata al basamento di una grande colonna che si erge alle sue spalle. La struttura di quest'opera venne ripresa quasi integralmente in un'opera di Vicente Alban della seconda metà del Settecento.

C'è un misterioso processo che avviene in Dio. Il Vangelo ci dice che Gesù di Nazareth era il Figlio di Dio. Ma che cosa significa? Che cosa vuol dire che Cristo e il Padre sono uno solo? L'interezza del messaggio cristiano sta proprio in questa unità, che si realizza sulla croce, grazie alla morte di Gesù, in quanto uomo. A questo proposito l'intelletto umano può trovare solo analogie. E il genio di Agostino ha esposto, in quindici analisi incredibilmente valide, il suo modo di approssimarsi a questo mistero dell'incarnazione di Dio e dello Spirito Santo. Di questi 15 libri possiamo qui prenderne in esame solo uno, e anch'esso solo per brevi cenni. Che cosa c'è di più misterioso dell'incarnazione di Dio?

 

D'altra parte fuori di te non esisteva nulla, da cui potessi trarre le cose, o Dio, Trinità Una e Trinità trina. Perciò creasti dal nulla il cielo e la terra ... Tu sei onnipotente e buono, per fare tutto buono, il cielo grande, come la piccola terra. C'eri tu e null'altro.

AGOSTINO, Confessioni 12, 7, 7

 

Agostino dice di aver iniziato i libri Sulla Trinità da giovane e di averli pubblicati da vecchio (Prologo alla Lettera 174). La stesura dell'opera lo impegnò per più di vent'anni, a partire dal 400 circa. Il tema era in effetti uno dei più ardui anche per una mente come la sua. Nel Medioevo sorse al riguardo la nota leggenda destinata ad avere un'enorme fortuna iconografica: quella dell'incontro in riva al mare tra Agostino e un bambino che cercava di trasportare con una conchiglia o altro piccolo recipiente (a seconda delle versioni) l'acqua marina in una buca scavata nella sabbia, simbolo della vana pretesa di comprendere con l'intelletto umano il mistero infinito di Dio. La storiella, simpatica e istruttiva, non rende però giustizia all'instancabile sforzo agostiniano di avvicinarsi e avvicinarci alla luminosa verità del Dio uno e trino, alla cui visione beatifica l'uomo è chiamato per l'eternità.