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CICLo AGOSTINIANo del Maestro di Uttenheim a Novacella

Agostino fra i Canonici Regolari, nel pannello del Maestro di Uttenheim nel convento di Novacella

Agostino fra i Canonici Regolari

 

 

MAESTRO DI UTTENHEIM

1460-1470

Chiesa e Convento di Novacella

 

Agostino fra i Canonici Regolari

 

 

 

Come a San Gimignano dava la Regola agli Eremitani, così a Neustift presiede il capitolo dei Canonici. La scena non manca di una certa solennità e doveva rendere fiera la comunità locale, poiché tutto sembrare venire da lui come se non fosse mai morto. Davanti a un fondo ornamentale, Agostino indossa gli abiti vescovili con molta dignità e dodici canonici seduti negli stalli sono ripartiti in quattro gruppi. La fila superiore è in abito nero con i cappucci, quella inferiore è bianca, con la tonsura ed un'aria spavalda tipica della giovinezza. Il viso del vescovo ha una espressione ideale, concreta è invece quella dei canonici, con visi scelti dal popolo. Il pittore più che una scena della vita di Agostino ha qui voluto dipingere una immagine di pietà. La scena ricorda e probabilmente è stilisticamente influenzata dall'episodio della consegna della Regola e della fondazione dell'Ordine agostiniano.

 

Il termine canonico indicava in origine il sacerdote iscritto a un "canone", cioè all'elenco ufficiale di una certa chiesa locale; la qualifica di regolare connota la scelta di vivere secondo una "regola" comunitaria. Il clero non regolare veniva chiamato "secolare". Nel Medioevo, comunità di Canonici Regolari sorsero in tutta Europa, con il compito dell'Ufficio corale nelle principali chiese; tra le prime regole adottate, le più note e diffuse furono quelle di S. Crodegango di Metz (712-766) e quella di Aquisgrana, promulgata nell'anno 816.

Già nel 1142, quando il convento di Novacella venne fondato dal beato Hartmann, vescovo di Bressanone, ed affidato ad una prima piccola confraternita di Canonici agostiniani, per la celebrazione della liturgia e la preghiera collettiva divennero necessari testi come il libro con la regola di S. Agostino (il padre fondatore dell'Ordine) e testi per l'insegnamento nella scuola conventuale, istituita poco dopo la fondazione del cenobio.

L'episodio della consegna della regola ai frati agostiniani è un elemento diffuso nella iconografia agostiniana già a partire dai codici miniati del XIII secolo e fa seguito alla istituzione dell'Ordine agostiniano nel 1256. La consegna ha un valore altamente simbolico in quanto vuole esprimere la diretta dipendenza degli agostiniani da Agostino. L'Ordine agostiniano sarebbe, secondo questa concezione, il naturale prolungamento dell'esperienza monastica inaugurata da Agostino in Africa.

Alcuni studiosi concordano nell'attribuire a S. Agostino solo la Regula ad servos Dei; in epoca successiva questa Regula fu adattata al femminile e unita alla Lettera 211 che già conteneva indicazioni per le monache di Ippona. La Consensoria monachorum, invece, è stata attribuita ad un anonimo autore dell'ultimo periodo della letteratura visigotica in Galizia e scritta tra il 650 e il 711.

L'Ordo monasterii pur restando nella tradizione della vita agostiniana un documento di riferimento venerando, non è stato più attribuito ad Agostino già dalla critica rinascimentale.

Sulla data di stesura della Regula ad servos Dei ci sono diverse opinioni: una prima teoria indica come data probabile il 391, più o meno in coincidenza con la fondazione del primo monastero d'Ippona, il monastero dei laici; una seconda teoria indica il 400 in coincidenza con il De opere monachorum; una terza sposta la data addirittura fino al 427-428, dopo il De correptione et gratia, in coincidenza con la controversia sulla grazia sorta nel monastero di Adrumeto. La maggioranza degli studiosi, però, pensa sia stata scritta intorno al 400.