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CICLo AGOSTINIANo di BartolomŔ Esteban Murillo a Siviglia

Agostino in estasi davanti alla TrinitÓ dipinto di Esteban Murillo

Agostino in estasi davanti alla TrinitÓ

 

 

BARTOLOME' ESTEBAN MURILLO

1678

Le Tavole di Murillo per il convento di San Leandro a Siviglia

 

Agostino in estasi davanti alla TrinitÓ

 

 

 

Rispetto alla analoga incisione di Bolswert, la scena Ŕ stata invertita. Il viso alzato di Agostino guadagna in espressivitÓ. La differenza di spirito fra i due Ŕ veramente stupefacente: la serenitÓ qui lascia spazio alla passione e alla inquietudine. Il motivo dei putti che avvolgono la nuvola dove siede la TrinitÓ dÓ luminositÓ alla scena e la spiritualizza. Lo spessore luminoso del libro aperto sul pulpito di Agostino risalta sul saio nero e mette in maggior valore la gentilezza della mano che tiene una penna fra le dita. L'opera Ŕ conservata al Museo di Siviglia.

 

D. Augustinus in intentissimo Dei amore positus ter a Domino interrogatur: 'Augustine amas me ? ' Cum ille: ita amo Te, ut si ego Deus forem, vellem ego fieri. Il dialogo Ŕ tratto da Giovanni XXI e ricorda l'interrogatorio di Pietro.

Si legge anche che un uomo di molta pietÓ in un'estasi vide tutti i santi, ma per quanto cercasse, non riusciva a vedervi S. Agostino. Ne domand˛ la ragione ed il santo cui si era rivolto gli disse: - Agostino Ŕ nel pi¨ alto dei cieli e contempla la Santissima TrinitÓ.

JACOPO DA VARAGINE, Legenda Aurea, 9

 

CORNELIUS LANCELOTZ, Vita Augustini, Anversa 1616

 

C'Ŕ un misterioso processo che avviene in Dio. Il Vangelo ci dice che Ges¨ di Nazareth era il Figlio di Dio. Ma che cosa significa? Che cosa vuol dire che Cristo e il Padre sono uno solo? L'interezza del messaggio cristiano sta proprio in questa unitÓ, che si realizza sulla croce, grazie alla morte di Ges¨, in quanto uomo. A questo proposito l'intelletto umano pu˛ trovare solo analogie. E il genio di Agostino ha esposto, in quindici analisi incredibilmente valide, il suo modo di approssimarsi a questo mistero dell'incarnazione di Dio e dello Spirito Santo. Di questi 15 libri possiamo qui prenderne in esame solo uno, e anch'esso solo per brevi cenni. Che cosa c'Ŕ di pi¨ misterioso dell'incarnazione di Dio?

 

D'altra parte fuori di te non esisteva nulla, da cui potessi trarre le cose, o Dio, TrinitÓ Una e TrinitÓ trina. Perci˛ creasti dal nulla il cielo e la terra ... Tu sei onnipotente e buono, per fare tutto buono, il cielo grande, come la piccola terra. C'eri tu e null'altro.

AGOSTINO, Confessioni 12, 7, 7

 

[...] Inoltre, partendo dalla creatura, opera di Dio, ho cercato, per quanto ho potuto, di condurre coloro che chiedono ragione di tali cose, a contemplare con l'intelligenza, per quanto era loro possibile, i segreti di Dio per mezzo delle cose create e ho fatto particolarmente ricorso alla creatura ragionevole e intelligente, che Ŕ stata creata ad immagine di Dio, per far loro vedere, come in uno specchio, per quanto lo possono e, se lo possono, il Dio TrinitÓ, nella nostra memoria, intelligenza e volontÓ. Chiunque, con una intuizione viva, vede che queste tre potenze, in virt¨ di una intenzione divina, costituiscono la struttura naturale del suo spirito; percepisce quale cosa grande sia per lo spirito il poter ricordare, vedere, desiderare la natura eterna ed immutabile, la ricorda con la memoria, la contempla con l'intelligenza, l'abbraccia con l'amore, certamente vi scopre l'immagine di quella suprema TrinitÓ. Per ricordare, vedere, amare quella suprema TrinitÓ deve ad essa riferire tutto ci˛ che vive perchÚ tale TrinitÓ divenga oggetto del suo ricordo, della sua contemplazione e della sua compiacenza. Tuttavia ho mostrato, per quanto mi sembrava necessario, che questa immagine che Ŕ opera della stessa TrinitÓ, che Ŕ stata deteriorata dalla sua propria colpa, si deve evitare di compararla alla TrinitÓ come se le fosse in tutto simile, ma si deve vedere anche una grande dissomiglianza in questa tenue somiglianza.

AGOSTINO, De Trinitate, XV, 39