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PITTORI: Sigismondo De Magistris

Sant'Agostino Dottore della Chiesa

Sant'Agostino Dottore della Chiesa

 

 

SIGISMONDO DE MAGISTRIS

1540-1545

Bellano, chiesa dei santi Nazario e Celso

 

Sant'Agostino Dottore della Chiesa

 

 

 

Il riquadro dove Ŕ stato raffigurato sant'Agostino come Dottore della Chiesa appartiene alla predella di un grande polittico dedicato alla figura di Giovanni il Battista, che si trova nella cappella di san Giovanni nella chiesa dei santi Nazario e Celso a Bellano. Questa chiesa Ŕ citata nel Liber Notitiae Sanctorum Mediolani della fine del XIII secolo sia pure come chiesa di San Giorgio con San Nazaro (Bellano ecclesia sancti georgi cum sancto nazario).

La Chiesa Ŕ documentata nel 1383 come sede della Confraternita dei Disciplini. Costruita dai Maestri Comacini nel XIV secolo, l'edificio presenta una facciata marmorea coronata da archetti rampanti, fra l'alternarsi fi fasce chiare e scure. Nella facciata, sopra un'edicola con un rilievo marmoreo di Sant'Ambrogio, spicca lo splendido rosone con fregi di eleganti trine di terracotta La lunetta soprastante la porta centrale aveva uno splendido affresco che + stato strappato ed ora Ŕ conservato all'interno della chiesa. Al suo interno l'opera pi¨ notevole Ŕ l'ancona che illustra la vita di Giovanni Battista, opera di un artista di grande scuola dei primi decenni del XVI secolo, che viene frequentemente identificato con Sigismondo de Magistris.

Nella predella, in corrispondenza delle lesene dell'ancona, si susseguono da sinistra verso destra le figure di San Gregorio Magno, Agostino, Gerolamo ed Ambrogio. In corrispondenza con i tre scomparti, a sinistra Ŕ raffigurata la nascita del Battista, al centro la presentazione al tempio e a destra la decollazione.

Agostino Ŕ raffigurato secondo i modi classici, quale vescovo intento a scrivere nel suo studio sopra un libro aperto. Sullo sfondo si vede un ripiano con dei libri e una grande finestra da cui entra la luce nella camera. Il santo indossa il piviale e in testa porta la mitra. Il suo volto esprime una persona avanti negli anni con una folta barba rossiccia che gli copre il volto. la figura esprime grande naturalezza nel gesto di scrivere.

 

 

De Magistris Sigismondo

Figlio di Giovanni Andrea De Magistris e nipote di Gian Antonio detto Gentilino, fu figlio d'arte. Sia il padre che lo zio furono pittori; Sigismondo si form˛ nella bottega paterna, ma Ŕ probabile che fece il suo apprendistato presso un altro pittore, forse Alvise de Donati. La sua attivitÓ si apre nel 1515 con le Storie della Vergine, Santi e Profeti della chiesa di Santa Maria del Carmine a Montagna in Valtellina. In lui convivono rimandi alla cultura milanese del tardo Quattrocento, quale Montorfano, Leonardo e Zenale, probabilmente recepiti attraverso Alvise de Donati; inoltre utilizza ampiamente le stampe dŘreriane e nel caso del ciclo di Montagna in Valtellina usa le xilografia della Vita della Vergine del 1511. Verso il 1530 collabora con Ambrogio Arcimboldi, mentre dal 1534 si trasferirÓ in zona lariana, dove troviamo, tra le ultime opere, il ciclo di S. Pietro a Garzeno con Storie dell'infanzia di Cristo, Apostoli e Santi, in cui si assesta su moduli luineschi e gaudenziani. La morte dell'artista avviene dopo il 1548.