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PITTORI: Amanuense Inglese

Agostino e il Mistero della TrinitÓ

Agostino e il Mistero della TrinitÓ

 

 

AMANUENSE INGLESE

1400 ca.

Londra, alla British Library, Manoscritto 29704

 

Agostino e il Mistero della TrinitÓ: il bambino sulla spiaggia

 

 

 

 

L'amanuense che ha dipinto questo bel manoscritto proviene da uno scriptorium inglese del XV secolo. L'eleganza della scrittura gotica ha riscontro nelle belle composizioni di apertura del testo. Nella scena a fianco Ŕ stato rappresentato un classico della iconografia agostiniana: la costante ricerca del senso della TrinitÓ da parte di Agostino. Di fronte alla croce di Cristo Agostino incontra in un paesaggio campestre in riva al mare un fanciullo che gli spiega l'impossibilitÓ umana a comprendere il mistero della TrinitÓ, che l'amanuense ha cercato di immaginare nella grande nuvola che si dispiega sopra il mare. L'episodio ha origini medioevali e ha conosciuto molteplici rappresentazioni fino al tardo Settecento.

Molte miniature medioevali hanno riprodotto Agostino ed episodi legati alla sua vita o alle leggende descritti nelle Cronache.  Il manoscritto Ŕ anche noto come libro delle preghiere ovvero Libro delle Ore di Renato d'Anjou, un celeberrimo esponente della nobiltÓ, che partecip˛ attivamente agli eventi bellici della storia di Francia.

 

Questa leggenda Ŕ stata studiata da L. Pillion in La LÚgende de s. JÚrome in Gazette des Beaux-Arts del 1908. L'episodio che godrÓ di molta fortuna nella iconografia agostiniana riprende un testo della Lettera apocrifa a Cirillo che avrebbe scritto lo stesso Agostino. In un passo Agostino ricorda una rivelazione divina con queste parole: "Augustine, Augustine, quid quaeris ? Putasne brevi immittere vasculo mare totum ?".

Questa leggenda si troverebbe forse giÓ nel XIII secolo, sotto forma di exemplum, in uno scritto di Cesare d'Heisterbach (cfr. H. I. Marrou, Saint Augustin et l'ange, une lÚgende mÚdioÚvale, in l'Homme devant Dieu, MÚlanges offerts au P. de Lubac, II, 1964, 137-149).

Questa leggenda sulla TrinitÓ soppiant˛ ben presto la leggenda della Vedova che trattava dello stesso argomento della TrinitÓ. L'origine di questa tematica iconografica non proverrebbe dunque dalla agiografia medioevale quanto piuttosto dalla predicazione. P. Antonio Iturbe Saýz ha a sua volta proposto una possibile ricostruzione della sua origine: nel secolo XIII si scrivevano "exempla" per i predicatori e in uno di questi apparve questa leggenda applicata a un professore di scolastica di Parigi con un fine chiaramente morale: criticare la alterigia e la superbia dei teologi.

Ma come poi tutto ci˛ fu collegato ad Agostino ? Due possono essere le spiegazioni: primo che necessitava un protagonista alla storia stessa e Agostino era l'uomo adatto in quanto era considerato un sommo teologo. La seconda spiegazione sta nella diffusione del testo di un apocrifo in cui san Gerolamo (come Ŕ stato anticipato all'inizio) discute con Agostino sulle capacitÓ umane di comprendere il mistero divino. In ogni caso la prima volta che si incontra questa leggenda applicata ad Agostino corre nell'anno 1263. In margine va ricordata la disputa sul luogo dove si sarebbe svolto l'incontro tra Agostino e Ges¨ Bambino: sulla spiaggia di Civitavecchia o di Ippona ? Gli Eremitani e i Canonici si batterono a lungo sul tema, soprattutto perchÚ ciascuno sosteneva che Agostino era stato il vero fondatore del loro Ordine religioso.