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CICLo AGOSTINIANo a Deauville

Monica incontra Ambrogio per la conversione di Agostino

Monica incontra Ambrogio a Milano per la

conversione del figlio Agostino

 

 

MAESTRO DI DEAUVILLE

1829-1831

Deauville, chiesa di sant'Agostino

 

Monica incontra Ambrogio per la conversione di Agostino

 

 

 

La vetrata riproduce una scena poco frequente nella iconografia agostiniana che è relativa agli incontri di Monica con il vescovo Ambrogio. La madre di Agostino lo frequentava con l'intento di far conoscere al vescovo la situazione spirituale di Agostino con la speranza di poterne ricevere un aiuto.

Monica era giunto a Milano con l'intenzione di convincere il figlio a dare una svolta alla sua vita e soprattutto aiutarlo a farsi cristiano. Per questi motivi, e Agostino lo racconta nelle Confessioni, Monica non perdeva occasione di avvicinare il vescovo di Milano, noncurante dei rimbrotti del figlio.

Da parte sua Agostino a sua volta non disdegnava di ascoltare Ambrogio. "Frequentavo assiduamente le sue prediche pubbliche, non però mosso dalla giusta intenzione: volevo piuttosto sincerarmi se la sua eloquenza meritava la fama di cui godeva, ovvero ne era superiore o inferiore. Stavo attento, sospeso alle sue parole, ma non m'interessavo al contenuto, anzi lo disdegnavo. La soavità della sua parola m'incantava. Era più dotta, ma meno gioviale e carezzevole di quella di Fausto quanto alla forma; quanto alla sostanza però, nessun paragone era possibile."

AGOSTINO, Confessioni 5, 13, 23

 

Agostino incominciò ad attaccare la predicazione di Ambrogio. Un giorno però Ambrogio tenne un forte discorso contro la dottrina dei manichei, portando solidi argomenti, e da allora in poi Agostino fu convinto che i manichei erano nell'errore. La dottrina di Cristo gli piaceva, ma sentiva ripugnanza a seguire la via che egli tracciava.

JACOPO da VARAGINE, Legenda Aurea

 

Chiusi allora il libro tenendoci un dito o non so che cos'altro come segno, e ormai rasserenato in volto lo mostrai ad Alipio. Ma in questo stesso modo lui mostrò quello che succedeva a lui - a mia insaputa. Volle vedere che cosa leggevo: glielo mostrai, e lui portò la sua attenzione anche sul seguito di quello che avevo letto io. Io lo ignoravo, ma quel passo proseguiva: E accogliete chi è incerto nella fede. Lo riferì a se stesso, e me lo disse. L'esortazione lo incoraggiò nel suo proponimento, buono e quanto mai rispondente al suo modo di vivere, per cui già era da tempo ben più avanti di me. E senza tormento, senza esitazione mi seguì. Subito entriamo da mia madre, le parliamo: grande gioia per lei.

Le raccontiamo come sia accaduto: esultanza e trionfo. Benediceva te, che puoi fare ben oltre ciò che noi chiediamo e comprendiamo. Perché riguardo a me si vedeva concesso molto di più di quello che chiedeva tutto il suo povero piangere sommesso. Infatti avevi convertito a te il mio essere al punto che non cercavo più moglie né tenevo più ad alcuna speranza del mondo, posando ormai su quel metro di fede sul quale tanti anni prima mi avevi in sogno rivelato a lei. E convertisti il suo dolore in gioia molto più grande di quanto sperava, e molto più cara e più pura di quella che attendeva dai nipoti del mio sangue.

AGOSTINO, Confessioni 8, 12, 30