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CICLo AGOSTINIANo a Deauville

Agostino ordinato sacerdote a Ippona

Agostino ordinato sacerdote a Ippona

 

 

MAESTRO DI DEAUVILLE

1829-1831

Deauville, chiesa di sant'Agostino

 

Agostino ordinato sacerdote a Ippona

 

 

 

L'affollatissima scena presenta l'episodio della ordinazione presbiterale di Agostino. Agostino venne ordinato sacerdote da Valerio nell'391 a Ippona su acclamazione del popolo: Agostino non pensava di diventare sacerdote e, per paura dell'episcopato, scappava anche dalle città nelle quali era necessaria un'elezione. Ma un giorno, essendo stato chiamato ad Ippona da un amico, stava pregando in una chiesa quando un gruppo di persone improvvisamente lo circondarono, lo consolarono ed implorarono Valerio, il vescovo, di elevarlo al sacerdozio; nonostante i suoi timori, Agostino fu ordinato nel 391.

Il novello sacerdote considerò la sua ordinazione come una ragione in più per riprendere la vita religiosa a Tagaste e Valerio la approvò così entusiasticamente che gli mise a disposizione delle proprietà della chiesa, autorizzandolo a fondare un monastero.

 

La scena si svolge all'interno di una grande edificio con colonne: è senz'altro una chiesa, dove si accalca una grande folla che acclama con le mani rivolte verso l'alto. Il vescovo Valerio in piedi impone le mani su Agostino inginocchiato a terra con un nimbo che gli avvolge il capo. Agostino è presentato al vescovo da un personaggio, forse un suo amico.

 

In quel tempo esercitava l'ufficio di vescovo nella comunità cattolica di Ippona il santo Valerio. Mentre egli un giorno parlava al popolo di Dio circa la scelta e l'ordinazione di un prete e l'esortava in proposito, perché così richiedeva la necessità di alcune persone, che conoscevano la dottrina di Agostino e i suoi propositi, gettategli le mani addosso, lo tennero fermo e, come suole accadere in casi del genere, lo consacrò sacerdote, mentre tutti unanimi in quel proposito chiedevano che così si facesse. Infine la cosa si compì secondo quanto voleva il desiderio del popolo.

POSSIDIO, Gesta Augustini 4, 1