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CICLo AGOSTINIANo di Schelte

La posteritÓ agostiniana, dalla stampa di Bolswert pubblicata a Parigi nel 1624

La posteritÓ agostiniana

 

 

SCHELTE DA BOLSWERT

1624

Incisioni apparse a Parigi

 

La posteritÓ agostiniana

 

 

 

L'immagine Ŕ molto simbolica e la legenda riporta: Testamentum moriens nullum fecit, sed clerum sufficientissimum et monasteria virorum ac mulierum continentiumque plena (unde ordines numero fere 60 et sanctorum coetus innumerabilis) Ecclesiae dimisit. Questo nuovo tema della gloria di Agostino compare agli inizi del XV secolo in un affresco di Costanza, dove Agostino dona la regola a tutti gli ordini e congregazioni che si richiamano a lui. La scena proposta da Bolswert Ŕ abbastanza usuale con Agostino che con le testa Ŕ in cielo e sotto il manto protegge vescovi, frati e sotto i suoi piedi schiaccia una folla di eretici.

 

Il tema diventa ricorrente soprattutto nel Seicento, che fu il secolo d'oro della diffusione dell'ordine agostiniano. Esso ha un significato puramente celebrativo e doveva riflettere l'importanza raggiunta dai monaci nell'ambito della societÓ del tempo. Viene descritta la grande famiglia agostiniana nei vari rami e congregazioni in cui si Ŕ suddivisa nei secoli, o anche i movimenti religiosi che in qualche modo si ispiravano ad Agostino o ne seguivano la regola. In qualche caso sono rappresentati i pi¨ famosi esponenti dell'Ordine.

 

31. 9. Dai suoi scritti risulta manifesto, per quanto Ŕ dato di vedere alla luce della veritÓ, che quel vescovo caro e gradito a Dio visse in modo retto e integro nella fede speranza e caritÓ della chiesa cattolica; e ci˛ possono apprendere quelli che traggono giovamento dalla lettura di ci˛ ch'egli scrisse intorno alla divinitÓ. Ma io credo che abbiano potuto trarre pi¨ profitto dal suo contatto quelli che lo poterono vedere e ascoltare quando di persona parlava in chiesa, e soprattutto quelli che ebbero pratica della sua vita quotidiana fra la gente.

31. 10. Infatti fu non solo scriba dotto in ci˛ che riguarda il regno dei cieli, che tira fuori dal suo tesoro cose nuove e vecchie (Mt. 13, 52), e commerciante che, trovata una perla preziosa, vendette ci˛ che aveva e la compr˛ (Mt. 13, 15 s.): ma fu anche uno di quelli di cui Ŕ stato scritto: Cosý parlate e cosý fate (Giac. 2, 12), e di cui dice il Salvatore: Chi avrÓ fatto e insegnato cosý agli uomini, questo sarÓ detto grande nel regno dei cieli (Mt. 5, 19).

31. 11. Prego ardentemente la vostra caritÓ, voi che leggete questo scritto, che insieme con me rendiate grazie a Dio onnipotente e benediciate il Signore, che mi ha concesso l'intelligenza (Sal. 15, 7) per volere e avere la capacitÓ di trasmettere queste notizie alla conoscenza di uomini vicini e lontani del nostro tempo e di quello a venire. E pregate insieme con me e per me affinchÚ, dopo esser vissuto, per dono di Dio, in dolce familiaritÓ con quell'uomo per quasi 40 anni senza alcun contrasto, possa emularlo e imitarlo in questa vita, e in quella futura godere insieme con lui delle promesse di Dio onnipotente.

POSSIDIUS, Vita Augustini, 31, 9-11