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CICLo AGOSTINIANO di Guglielmo van Herp ad Anversa

Interno della chiesa di S. Agostino con i quadri di Guglielmo van Herp

Interno della chiesa di S. Agostino con i quadri di Guglielmo van Herp

 

 

GUGLIELMO VAN HERP

1650

Chiesa di sant'Agostino ad Anversa

 

Le Tavole di Anversa: Episodi della vita di sant'Agostino

 

 

 

Un ciclo di 14 tele decorava un tempo la chiesa di S. Agostino di Anversa. Queste pitture furono commissionate dalla Comunità agostiniana che vi era migrata dalla Germania per fondare un convento nel 1607. Le opere furono realizzate verso il 1650 e appese ai due lati della navata. In questo periodo di grande prosperità per gli ordini religiosi nei Paesi Bassi, la chiesa di sant'Agostino ospitava già il Matrimonio mistico di santa Caterina di Rubens e l'estasi di sant'Agostino di van Dick. Nel 1763 Mensaert testimonia che i religiosi ebbero parecchie difficoltà per pagare quest'ultimo quadro. E' probabile che in ragione di scarse disponibilità finanziarie, gli agostiniani sia siano rivolti a pittori fiamminghi locali, di cui non si conosce il nome, non certo celebri quanto gli esponenti di spicco della scuola di Anversa. Nessun documento di archivio ha permesso sinora di individuare gli autori di questi quadri. La critica tuttavia attribuisce due di questi quadri a Guglielmo van Herp.

Nel Diarium del Convento si legge che il 28 agosto 1650 quattro dipinti della vita di Agostino furono messi in opera nella chiesa. il primo quadro, uno dei più semplici artisticamente, mostra Agostino in mezzo a degli angeli. Nella scritta collegata si legge D<E>I O<PTIMI>M<AXIMI> ET S<ANCTAE> R<OMANAE> E<CCLESIAE> PROPUGNATORI INDEFESSO, HAERESIARCHAR<UM> DOMITORI, INVICTISSIMO SS. PATRIARCH<AE> AUGUSTINO A° 1650.

Per la prima volta la Continenza viene raffigurata nella scena della conversione come una donna: immagine questa che avrà grande fortuna per tutto il XVII e XVIII secolo in Germania e nelle Fiandre. Il ciclo, secondo gli usi seicenteschi, inizia con la conversione, ma non prende in considerazione molti aspetti della vita di Agostino, fra cui la morte di Monica o l'estasi di Ostia. Agostino viene sempre ritratto con il saio nero degli Eremitani, una richiesta su cui gli agostiniani di Anversa era intransigenti.

La maggior parte delle opere sono ispirate se non copiate dalle stampe di Bolswert.

La scelta degli episodi è quantomeno inusuale. Secondo le consuetudini del Seicento, la Vita di Agostino inizia con la scena della conversione. La scena della vestizione indica che i committenti furono gli agostiniani. L'ideatore del ciclo non prese in considerazione l'estasi di Ostia, la morte di Monica, l'ordinazione sacerdotale, le dispute con gli eretici ma piuttosto seguì le immagini "storiche" proposte da Bolswert come l'ambasciata di Agostino presso l'imperatore Onorio e la Conferenza di Cartagine presieduta da Agostino. Si ritrovano anche alcune reminiscenze tratte da manoscritti tedeschi del Quattrocento, composti ad uso delle comunità eremitane agostiniane. I suoi vestiti sono sempre  corrispondenti alla tonaca nera dei monaci agostiniani: su questo punto gli agostiniani di Anversa erano veramente intransigenti. Mensaert ricorda che obbligarono van Dick a ridipingere di nero la tunica di Agostino, che egli aveva dipinta bianca nella sua celebre "Estasi".

 

Willem o Guglielmo van Herp (Anversa, circa 1614-1677) fu un pittore barocco fiammingo specializzato in dipinti di vita quotidiana e di scene religiose e dipinti.

Si è creduto a lungo che van Herp sia stato un allievo di Peter Paul Rubens. E' stato anche riconosciuto come un maestro nella Gilda di San Luca, cui partecipa nel 1637. Dei suoi lavori sono note scene di genere, come un povero a tavola in una cucina rustica (Le Petit Chaudron) conservata al National Trust in Tyntesfield, e vari oli su rame dipinti con temi religiosi religiosi (esempio Daniele nella fossa dei Leoni (c. 1650, Los Angeles County Museum of Art).

Nel primo caso le figure dei personaggi all'interno di una camera ricordano opere contemporanee di David Teniers il Giovane. Il secondo esempio è più rappresentativo delle piccole scene religiose di rame che compongono la maggior parte delle sue opere, con una finitura lucida. Anche se ebbe un certo successo ad Anversa, come sembra suggerire la modesta presenza di suoi dipinti negli inventari cittadini, molti dei suoi lavori di piccole dimensioni furono probabilmente destinati all'esportazione verso il mercato spagnolo. La maggior parte di questi lavori erano in rame, un materiale adattato alla pittura, molto apprezzato in Spagna sia per la durata che per la sua finitura lucida. L'opera di Van Herp ebbe importanza nella diffusione della pittura in rame in Messico seguendo le vie commerciali che dalla Spagna portavano verso l'America Latina, e riflettono il gusto per le piccole tele che ricordano lo stile di Rubens. Van Herp divenne noto anche in Inghilterra grazie alle sue incisioni.