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PITTORI: Caliari Paolo

Agostino Dottore della Chiesa, in un dipinto dei fratelli Bella a Finalmarina, Basilica di san Giovanni Battista

Agostino Dottore della Chiesa

 

 

PAOLO CALIARI detto il VERONESE

1584-1586

Pavia, Pinacoteca Malaspina, Musei Civici del Castello

 

I quattro Dottori della Chiesa e angeli musicanti

 

 

 

L'opera costituiva il lato esterno di un'anta di un organo che proviene dalla chiesa di Ognissanti di Venezia.

Realizzato a olio su tela, il dipinto si presenta di notevoli dimensioni: ben 355x177 cm.

La struttura del quadro presenta in primo piano i quattro Dottori della Chiesa: in alto si nota un dinamico sviluppo di movimento di angeli che suonano strumenti musicali. Sul pannello di destra sono rappresentati san Gregorio papa e san Gerolamo, mentre su quello di sinistra si possono vedere i santi Ambrogio ed Agostino. Quest'ultimo ha l'aspetto più giovanile, una barba scura, tiene in mano un libro aperto e sotto il manto vescovile indossa la tunica nera degli agostiniani.

 

Paolo Caliari è meglio noto come "Veronese" termine questo che indica la sua città di origine, Verona, anche gran parte della sua carriera artistica si espresse a Venezia. Figlio di un Gabriele scalpellino, già nel 1541 era discepolo e aiuto pittore di Antonio Badile. Al 1548 risale la sua prima opera di un certo impegno nota come Pala Bevilacqua-Lazise. A cavallo della prima metà del Cinquecento Veronese lavorò dapprima a Castelfranco per i nobili Soranzo (1551) e successivamente per il cardinale Ercole Gonzaga a Mantova (1552). Esaurite le commesse si trasferì subito a Venezia dove prestò la sua opera per il Palazzo Ducale (1553). Ritornò nella città natale per un breve periodo di pochi anni e infine nel 1556 si trasferì definitivamente a Venezia, dove partecipò alla decorazione del soffitto della Biblioteca Marciana.

A Venezia rimase fino alla morte, anche se accettò vari incarichi fuori città (Villa Barbaro a Maser, 1561, pale per Padova, Verona, Vicenza). Nel 1566 aveva sposato Elena Badile, figlia di Antonio, da cui ebbe, tra i numerosi figli, Gabriele (nato nel 1568) e Carletto (1570-1596) che con il fratello Benedetto furono i suoi principali collaboratori nella bottega di famiglia.