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PITTORI: Beato Angelico

La Vergine in trono con Agostino e san Tommaso del Beato Angelico

La Vergine in trono con Agostino e san Tommaso

 

 

BEATO ANGELICO

1395 - 1455

Firenze, monastero di S. Marco

 

La Vergine in trono con Agostino e san Tommaso

 

 

 

 

La cella 11 del convento di S. Marco a Firenze, celebre per aver ospitato anche Savonarola, fu dipinta dal beato Angelico durante il suo soggiorno a Firenze. La scena risente degli aiuti di collaboratori. La semplicitÓ compositiva Ŕ tuttavia molto confortata dallo espressivitÓ dei volti: dolce lo sguardo di Maria, gioioso quello del Bambino, pensosi sono invece i due santi che pure rivelano grande serenitÓ di spirito. Agostino, a sinistra del trono, Ŕ vestito da vescovo, ha sul capo un nimbo e regge con le due mani il bastone e un libro aperto. Tommaso dal lato opposto, tiene aperto un libro.

 

 

Beato Angelico

Beato Angelico Ŕ il soprannome di fra Giovanni da Fiesole, al secolo Guido di Pietro nato a Vicchio, Firenze verso il 1400 ca. e morto a Roma nel 1455. Poco o nulla si sa della sua formazione. Partito dal gotico approd˛ efficacemente alle nuove idee del Rinascimento fiorentino, che volevano aprire nuovi orizzonti non solo all'arte ma anche all'animo umano. Prima della realizzazione degli affreschi del convento di San Marco a Firenze che avvenne tra il 1438-1446, l'Angelico esegue alcune opere considerate suoi capolavori: L'incoronazione che oggi si trova al Louvre, la Deposizione di Santa TrinitÓ e il Trittico di Perugia, questi ultimi oggi al museo di San Marco. Nell'Incoronazione sono rappresentate una serie di figure inginocchiate davanti ad una scala, in cima alla quale avviene la rappresentazione dell'incoronazione, che danno profonditÓ all'intera scena, alcune di queste figure sono poste di spalle e questo rappresenta una novitÓ per la pittura del tempo dove prima di lui solo Masaccio, nel dipinto della Crocifissione, rappresenta la Maddalena posta di spalle. Nella Deposizione di Santa TrinitÓ, nonostante la cornice ancora gotica egli realizza un paesaggio nel quale immette i suoi personaggi ordinati secondo una composizione studiata ed equilibrata. Sullo sfondo c'Ŕ la rappresentazione di una cittÓ entro le sue mura forse identificata con la cittÓ di Cortona. Nella predella del Trittico di Perugia del 1437, sono visibili alcune delle pi¨ belle scene rappresentate dall'artista come per esempio nella Nascita e Vocazione del Santo, nelle quali Ŕ evidente il gusto per il racconto fiabesco e fantastico. Tra il 1438 e il 1446 realizza gli affreschi per il convento di San Marco che aprono una nuova fase nello sviluppo del suo stile pittorico, caratterizzata da un maggiore austeritÓ e un maggiore misticismo delle atmosfere nelle sue pitture, avvalendosi di composizioni semplificate, esemplare Ŕ la tavola rappresentante il Giudizio Universale. Tra gli affreschi del convento vi sono: Il Crocifisso la Trasfigurazione e San Domenico che si trova nel chiostro e la bellissima Annunciazione all'entrata del dormitorio. L'atmosfera che pervade questo celebre dipinto Ŕ serena, pacata, dolce, le figure dell'angelo e della Vergine sono ambientate in un porticato che richiama evidentemente quello del convento stesso, non aderendo per˛ fino in fondo al realismo masaccesco, prediligendo la contemplazione divina piuttosto che la rappresentazione delle cose terrene. L'artista nel 1446 Ŕ a Roma dove per Papa Eugenio IV affresca una cappella in Vaticano che oggi Ŕ andata perduta, successivamente a Orvieto inizia la decorazione della cappella di San Brizio nel Duomo, ancora dopo verrÓ richiamato a Roma dove decora per Papa Niccol˛ V la cappella Niccolina raffigurando le Storie di Santo Stefano e San Lorenzo. Prima del 1449 esegue anche i dipinti per gli sportelli degli armadi della Santissima Annunziata che oggi si trovano al museo di San Marco. Il Beato Angelico morý a Roma nel 1455. L'arte dell'Angelico appare isolata rispetto alle mode fiorentine dell'epoca, proponendosi come una alternativa indirizzata alla cromaticitÓ pi¨ che alla forma. Fu maestro nel creare figure monumentali e dotate di movimento. Beato Angelico cerc˛ di saldare i nuovi principi rinascimentali, come la costruzione prospettica e l'attenzione alla figura umana, con i vecchi valori medievali, quali la funzione didattica dell'arte e il valore mistico della luce.