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CICLo AGOSTINIANo di GIULIO BEGNI A FANO

Agostino morente guarisce un malato

Agostino morente guarisce un malato

 

 

GIULIO CESARE BEGNI

1640

Chiostro del monastero agostiniano di Fano

 

Agostino morente guarisce un malato

 

 

 

La scena del dipinto ci presenta l'agonia di sant'Agostino in concomitanza ad un miracolo che gli viene attribuito sul letto di morte. Come recita anche la didascalia in basso, ripresa dalla analoga dicitura della stampa di Bolswert, l'episodio raffigurato ricorda Agostino morente che guarisce un ammalato che gli viene portato ai piedi del letto. Lo stemma associato a questa lunetta è della famiglia de' Cuppis.

 

La scritta riporta: "Tertio obsidionis Hipponensis mense febribus fatigatus aegrum quendam Dei suggestu ad se delatum sanitati restituit; se vero Davidicae poenitentiae psalmis identidem repetitis, ad meliorem vitam praeparat."

Il pittore mostra una scena più realista secondo il suo temperamento: il miracolo ricordato anche da Possidio accadde di buon mattino. Agostino è seduto nel suo letto a baldacchino e un malato gli viene portato su una lettiga. Ha le mani giunte e un suo compagno ne implora la guarigione. Agostino guarda il malato e lo benedice. I frati sono tutti intorno, mentre appesi al muro sono visibili i Salmi di Davide.

 

Intanto venne da lui un ammalato a domandargli con insistenza che lo guarisse ed egli rispose:

- Figlio mio, credi tu che se io ne avessi avuto il potere non ne avrei usato prima per me? Ma l'ammalato insisteva dicendo che in una visione gli era stato dato questo comando. Vedendo la sua fede, il santo gli impose le mani e lo guarì.

JACOPO DA VARAGINE, Legenda Aurea

 

 

29. 5. Parimenti, mentre era malato e stava a letto, venne da lui un tale con un suo parente malato e lo pregò di imporre a quello la mano perché potesse guarire. Agostino gli rispose che, se avesse avuto qualche potere per tali cose, in primo luogo ne avrebbe fatto uso per sé. Ma quello replicò che in sonno aveva avuto un'apparizione e gli era stato detto: « Va' dal vescovo Agostino perché imponga a costui la sua mano, e sarà salvo ». Appreso ciò egli non indugiò a fare quel che si chiedeva, e il Signore subito fece uscire via guarito quel malato dal suo letto.

POSSIDIO, Gesta Augustini 29, 5