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CICLo AGOSTINIANo di Borovany

Monica insegna ad Agostino il nome di Ges¨

Monica insegna ad Agostino il nome di Ges¨

 

 

MAESTRO DI BOROVANY

1760-1770

Borovany, monastero agostiniano

 

Monica insegna ad Agostino il nome di Ges¨

 

 

 

In un ambiente aperto con sullo sfondo una camera e un edificio su una montagna, Monica sta impartendo al giovane Agostino delle conoscenze che riguardano Dio. Stanno leggendo da un libro, mentre in alto il triangolo della TrinitÓ si affaccia a illuminare la scena. Monica da buona madre diede a tutti i figli con efficacia, una profonda educazione cristiana: dice Agostino che egli bevve il nome di Ges¨ con il latte materno. Il bambino appena nato fu iscritto fra i catecumeni, anche se secondo l'usanza del tempo non fu battezzato, in attesa di un'etÓ pi¨ adulta; crebbe con l'insegnamento materno della religione cristiana, i cui principi saranno impressi nel suo animo, anche quando era in preda all'errore.

 

 

All'etÓ di diciannove anni Agostino leggeva un'opera di Cicerone, ove si dice che l'uomo deve disprezzare il mondo e seguire la filosofia, ma fu molto dolente non avervi trovato il nome di Ges¨ di cui sua madre gli aveva parlato.

JACOPO DA VARAGINE, Legenda Aurea

 

Che incendio, mio Dio, che incendio questo in cui mi struggevo di levarmi in volo per ritornare a te, via dalle cose terrene, e non sapevo cosa volevi far di me! Sta presso di te la Sapienza. Ma l'amore della sapienza ha il nome greco di filosofia, e per quel nome mi accendevo, leggendo. Si pu˛ sedurre, con la filosofia: c'Ŕ gente che usa il suo grande nome affascinante e nobile per imbellettare e mascherare i propri errori, e quasi tutti quelli di questa razza, contemporanei o precedenti all'autore, sono segnalati e bollati in quel libro.

LÓ si mostra salutare il consiglio donato dal tuo spirito per bocca del tuo buon servo devoto: Badate che nessuno vi inganni con la filosofia e la vana seduzione conforme alla tradizione umana, conforme agli elementi di questo mondo e non conforme a Cristo, perchÚ in lui abita corporalmente tutta la pienezza della divinitÓ. A quel tempo, lo sai, lume del mio cuore, ancora non conoscevo queste parole dell'Apostolo: ma in quell'esortazione bastava ad avvincermi l'invito, che il discorso mi faceva, ad amare non questa o quella setta ma la sapienza stessa, dovunque fosse: e a cercarla, conseguirla, possederla e stringerla a sÚ con forza. Quel discorso mi accendeva e mi faceva ardere, e in tanto fuoco una cosa sola mi raffreddava, che non vi comparisse il nome di Cristo, perchÚ questo nome - secondo la tua bontÓ, Signore - questo nome del mio Salvatore, tuo figlio, il mio cuore ancora intatto l'aveva fiduciosamente succhiato col latte materno e lo conservava nel profondo. E senza questo nome qualunque opera, per quanto dotta e raffinata e veridica, non mi conquistava del tutto.

AGOSTINO, Confessioni, 3, 4, 8