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CICLo AGOSTINIANo di Borovany

Agostino e il bambino sulla spiaggia

Agostino e il bambino sulla spiaggia

 

 

MAESTRO DI BOROVANY

1760-1770

Borovany, monastero agostiniano

 

Agostino e il bambino sulla spiaggia

 

 

 

L'ambientazione Ŕ piuttosto complessa, con la presenza di rovine di monumenti antichi, di una struttura fortificata con torri e di una marina, dove si muovono i due personaggi protagonisti della scena. La presenza del bambino che gioca con un cucchiaio a versare acqua in una buca e della TrinitÓ in alto a destra al di sopra delle nuvole, evocano una leggenda medioevale che vede Agostino protagonista nella sua ricerca volta a comprendere il mistero della TrinitÓ.

Questa leggenda Ŕ stata studiata da L. Pillion in La LÚgende de s. JÚrome in Gazette des Beaux-Arts del 1908. L'episodio che godrÓ di molta fortuna nella iconografia agostiniana riprende un testo della Lettera apocrifa a Cirillo che avrebbe scritto lo stesso Agostino. In un passo Agostino ricorda una rivelazione divina con queste parole: "Augustine, Augustine, quid quaeris ? Putasne brevi immittere vasculo mare totum ?".

La leggenda si troverebbe forse giÓ nel XIII secolo, sotto forma di exemplum, in uno scritto di Cesare d'Heisterbach (cfr. H. I. Marrou, Saint Augustin et l'ange, une lÚgende mÚdioÚvale, in l'Homme devant Dieu, MÚlanges offerts au P. de Lubac, II, 1964, 137-149).

Questa leggenda sulla TrinitÓ soppiant˛ ben presto la leggenda della Vedova che trattava dello stesso argomento della TrinitÓ.

L'episodio descritto in questa leggenda Ŕ abbastanza noto: Agostino, grande indagatore del mistero della TrinitÓ, un giorno passeggiava per una spiaggia quando incontr˛ un bambino-angelo che con un secchiello prendeva dell'acqua di mare e la versava in una piccola cavitÓ nella sabbia. Alla domanda del Santo su che cosa stesse facendo, il bambino avrebbe risposto che voleva porre tutto il mare dentro quel buco. Quando il Santo gli fece notare che ci˛ era impossibile, il bambino avrebbe replicato che cosý come non era possibile versare tutto il mare dentro la buca allo stesso modo era impossibile che i misteri di Dio e della SS. TrinitÓ entrassero nella sua piccola testa di uomo.

Ci˛ detto sparý, lasciando il grande filosofo nell'angoscia pi¨ completa.