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PITTORI: Vivarini Antonio

San Giovanni Battista e Sant'Agostino

San Giovanni Battista e Sant'Agostino

 

 

VIVARINI ANTONIO

1450-1470

Venezia, Galleria dell'Accademia

 

San Giovanni Battista e Sant'Agostino

 

 

 

Lo scomparto appartiene a un polittico di ben pi¨ ampie dimensioni. Il soggetto presenta due figure che sono riconoscibili in san Giovanni Battista a sinistra e sant'Agostino a destra. L'opera Ŕ stata realizzata con la tecnica della tavola e misura 175 cm in altezza e 58 cm in larghezza. La bibliografia riconosce in Antonio Vivarini l'autore della tavola che fu realizzata fra il 1450 e il 1470 circa. L'opera Ŕ attualmente conservata a Venezia nelle Gallerie dell'Accademia. In origine si trovava nella chiesa di S. Caterina.

Agostino Ŕ qui raffigurato secondo lo schema iconografico pi¨ diffuso che lo vede vescovo e Dottore della Chiesa. Nella mano sinistra impugna il bastone pastorale mentre con la destra regge un libro chiuso. In testa porta la mitra: il suo viso Ŕ di persona matura, dallo sguardo profondo, con una folta barba nera che gli copre le guance fino al petto.

Fra le varie figure di santi che l'iconografia agostiniana presenta assieme al vescovo d'Ippona, un posto di rilievo spetta certamente a san Giovanni Battista, di cui fu certamente un emulo predicatore nel deserto della civiltÓ romana ormai in decadenza: punto di riferimento per i poveri e per la gente assetata di giustizia e di una buona parola di veritÓ.

Fonte principale sulla vita e la figura del Battista sono i Vangeli. Essi affermano che era figlio di Zaccaria e di Elisabetta e fu generato quando i genitori erano in tarda etÓ. Sentita la chiamata, Giovanni and˛ a vivere nel deserto, conducendo vita di penitenza e di preghiera, secondo la tradizione ebraica del voto di nazireato: "Giovanni portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano locuste e miele selvatico" (Marco 1, 6).

Giovanni Battista annunci˛ pi¨ volte di riconoscere in Ges¨ il Messia annunciato dai profeti, ma il momento culminante Ŕ quello in cui Ges¨ stesso volle essere battezzato da lui nelle acque del Giordano; in quell'occasione Giovanni addit˛ Ges¨ ai suoi seguaci come "l'agnello di Dio che toglie i peccati del mondo" (Giovanni 1, 29).

Il Battista morý a causa della sua predicazione. Egli condann˛ pubblicamente la condotta di Erode Antipa, che conviveva con la cognata Erodiade; il re lo fece prima imprigionare, poi, per compiacere la bella figlia di Erodiade, SalomŔ, che aveva ballato ad un banchetto, lo fece decapitare. Attributo principale nell'iconografia Ŕ un lungo bastone da viandante sormontato da una piccola croce, con la scritta "Ecce agnus Dei" (Ecco l'Agnello di Dio); Ŕ vestito con l'abito di pelle di cammello, a cui a volte si aggiunge il mantello rosso, segno del martirio.

 

Antonio Vivarini

Antonio Vivarini, Ŕ noto anche come Antonio da Murano, dal paese dove nacque verso il 1418. Probabilmente si form˛ alla scuola di Andrea da Murano e nella sua formazione giovanile risentý dell'influsso di Gentile da Fabriano. La sua prima opera conosciuta Ŕ datata 1440 mentre il suo ultimo lavoro, conservato a Roma, risale 1464. Lavor˛ sovente con Giovanni d'Alemagna, con cui inizi˛ la decorazione della cappella Ovetari nella chiesa degli Eremitani a Padova, assieme ai pi¨ giovani Nicol˛ Pinzolo e Andrea Mantegna. A partire dal 1450 Antonio lavor˛ sostanzialmente da solo o assieme al fratello minore Bartolomeo, dipingendo numerose pale d'altare e polittici soprattutto per le chiese di Venezia. il suo stile prediligeva una notevole attenzione alla cromaticitÓ delicata e raffinata, soprattutto negli incarnati. La sua bottega fu proseguita, oltre che dal fratello Bartolomeo, anche dal figlio Alvise. Si ritiene che sia morto a Venezia dopo il 1476 e prima del 1484.