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Percorso : HOME > Iconografia > Pittori > Elenco > Seicento: Gregorio VasquezPITTORI: Gregorio Vasquez
Agostino e la Trinità
GREGORIO VASQUEZ DE ARCE Y CEBALLOS
1657-1670
Bogotà, Collezione Privata
Agostino e la Trinità
La tela dipinta ad olio raffigura Agostino seduto mentre scrive con una penna su un grande libro aperto. Il santo volge lo sguardo verso l'alto, dove in lontananza fra le nubi appare la Trinità. Il testo che Agostino sta scrivendo pertanto è piuttosto probabile che stia trattando proprio della questione della Trinità. Il santo indossa l'abito nero dei monaci che seguono la sua regola, secondo una consuetudine iconografica presente nell'Ordine agostiniano, che ha sempre sostenuto che Agostino con la sua regola sia stato il fondatore dell'ordine stesso.
La scena si svolge in un ambiente che si amplia verso un orizzonte lontano dominato da monti, una folta vegetazione e un bacino lacustre. Agostino ha un aspetto giovanile, dal volto armonioso con una folta barba scura che gli scende dal mento. Un'aureola luminosa gli cinge il capo.
Gregorio Vásquez de Arce y Ceballos
Gregorio Vásquez de Arce y Ceballos, noto anche come Gregorio Vázquez de Arce, nacque a Santa Fe de Bogotá nel 1638 e fu il più importante pittore del Nuovo Regno di Granada. Fu attivo in un periodo dominato dallo stile barocco ispanoamericano. La maggior parte dei suoi dipinti propongono soggetti religiosi, con scene della vita di Cristo e della Vergine Maria, assieme a santi e scene del Nuovo Testamento. Gregorio Vásquez crebbe a Santa Fe, dove i suoi genitori Bartolomé Vásquez e María de Ceballos discendevano da famiglie di origine andalusa. I suoi antenati erano emigrati da Siviglia nel Cinquecento. Gran parte della vita di questo pittore è sconosciuta. Si sa che studiò presso il Collegio Seminario gesuita di San Bartolomé e in seguito presso il Collegio domenicano Gaspar Núñez. Il suo biografo afferma che imparò a dipingere nella bottega di Gaspar de Figueroa. Dal suo matrimonio con Jerónima Bernal ebbe un figlio che battezzò Bartolomé Luis. Nel 1701 fu arrestato e imprigionato per il suo coinvolgimento nel rapimento di María Teresa de Orgaz, l'amante di Bernardino Ángel de Isunza y Eguiluz, giudice della Reale Audiencia, tenuta prigioniera nel Convento di Santa Clara per ordine dell'Arcivescovo di Santafé. Uscito di prigione cadde in estrema povertà. Si tramanda che nel 1710 impazzì completamente e non fu più in grado di dipingere. Morì nel 1711 a Santa Fe de Bogotá e nel 1863 fu posta una targa commemorativa sulla casa natale con la scritta: "In questa casa visse e morì Gregorio Vásquez Ceballos. Bogotá, la sua terra natale, è onorata rendendogli questo omaggio. 23 aprile 1863."