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Percorso : HOME > Iconografia > Pittori > Elenco > Seicento: Gregorio VasquezPITTORI: Gregorio Vasquez
Agostino scrive libri
GREGORIO VASQUEZ DE ARCE Y CEBALLOS
1657-1710
Bogotà, Museo coloniale
Agostino scrive libri
Il pittore Vasquez in questa tela dipinta a olio ci presenta Agostino a mezza figura, mentre è seduto davanti alla sua scrivania. Sul piano del mobile è stesa una tovaglia rossa, su cui il santo ha deposto un libro aperto dove sta scrivendo usando una penna d'oca. Il santo porta un'aureola in testa e indossa il tipico abito nero dei monaci agostiniani che seguono la sua regola. Una collana con un grande croce gli scende dal collo sul petto.
Agostino ha un viso sereno e pacato, dove già si intravedono le rughe dell'età. Il suo volto dal carattere meditativo è ben proporzionato ed è arricchito dalla presenza di una folta barba grigiastra che gli scende dal mento. Gli occhi rivolgono il loro sguardo ad un punto che esula dal quadro, ma che nello stesso tempo è foriero di grandi novità.
Gregorio Vásquez de Arce y Ceballos
Gregorio Vásquez de Arce y Ceballos, noto anche come Gregorio Vázquez de Arce, nacque a Santa Fe de Bogotá nel 1638 e fu il più importante pittore del Nuovo Regno di Granada. Fu attivo in un periodo dominato dallo stile barocco ispanoamericano. La maggior parte dei suoi dipinti propongono soggetti religiosi, con scene della vita di Cristo e della Vergine Maria, assieme a santi e scene del Nuovo Testamento. Gregorio Vásquez crebbe a Santa Fe, dove i suoi genitori Bartolomé Vásquez e María de Ceballos discendevano da famiglie di origine andalusa. I suoi antenati erano emigrati da Siviglia nel Cinquecento. Gran parte della vita di questo pittore è sconosciuta. Si sa che studiò presso il Collegio Seminario gesuita di San Bartolomé e in seguito presso il Collegio domenicano Gaspar Núñez. Il suo biografo afferma che imparò a dipingere nella bottega di Gaspar de Figueroa. Dal suo matrimonio con Jerónima Bernal ebbe un figlio che battezzò Bartolomé Luis. Nel 1701 fu arrestato e imprigionato per il suo coinvolgimento nel rapimento di María Teresa de Orgaz, l'amante di Bernardino Ángel de Isunza y Eguiluz, giudice della Reale Audiencia, tenuta prigioniera nel Convento di Santa Clara per ordine dell'Arcivescovo di Santafé. Uscito di prigione cadde in estrema povertà. Si tramanda che nel 1710 impazzì completamente e non fu più in grado di dipingere. Morì nel 1711 a Santa Fe de Bogotá e nel 1863 fu posta una targa commemorativa sulla casa natale con la scritta: "In questa casa visse e morì Gregorio Vásquez Ceballos. Bogotá, la sua terra natale, è onorata rendendogli questo omaggio. 23 aprile 1863."